Sanremo dopo Sanremo: pizzette, baci e caos in tv, il giorno dopo la vittoria di Sal Da Vinci al Festival dell’Ariston

Il Festival si è chiuso appena ieri sera con la vittoria di Sal Da Vinci, ma il giorno dopo Sanremo – quello delle facce stanche e delle lingue finalmente sciolte – è stato un piccolo spettacolo a sé. Lo studio di Domenica In si è trasformato in una festa postuma, un ring leggero dove il gossip ha avuto la meglio su ogni formalità. Il risultato? Un concentrato di battute, siparietti e retroscena che ha riportato il clima del teatro Ariston direttamente in salotto.

L’agente del caos, neanche a dirlo, è stata Elettra Lamborghini. Arrivata nello speciale condotto da Mara Venier con l’energia di chi non ha ancora smaltito l’adrenalina della settimana, ha distribuito dolci e pizzette a giornalisti e opinionisti, trasformando il talk in un buffet improvvisato. Tra una risata e un tiktok improvvisato, ha raccontato di notti quasi insonni, feste a raffica e persino una fuga a Montecarlo dove, parole sue, avrebbe incrociato “l’addio al nubilato di Charles Leclerc”. Il tono era quello scanzonato di chi gioca con la propria immagine, e quando ha mostrato lo sfondo del cellulare con il marito Afrojack non ha avuto dubbi: “È un bono pazzesco”. A suggellare il momento ci ha pensato Iva Zanicchi, che con la schiettezza che la contraddistingue si è lasciata andare a un commento destinato a diventare virale.

Ma il vero vento di leggerezza è arrivato con Levante. La cantautrice ha voluto chiudere la polemica sul famoso bacio con Gaia durante la serata delle cover, spiegando con calma che non c’è stata alcuna censura: una scelta registica, niente di più. Mara Venier, però, ha deciso di trasformare la precisazione in varietà puro: “Non c’è niente di male, bacia anche me”. E così è scattato un bacio scherzoso che ha fatto ridere studio e social, confermando che il Festival continua a vivere anche fuori dal palco.

Non sono mancate le riflessioni più personali. Leo Gassmann ha provato a raffreddare la piccola polemica social aperta dal padre Alessandro: “Gli voglio un bene dell’anima, ma siamo persone diverse”. Parole misurate, con il tentativo evidente di rimettere tutto sul piano degli affetti, lontano dalle tifoserie.

Poi il retroscena più curioso: Tommaso Paradiso ha raccontato di essersi affidato a Carlo Verdone prima di scegliere la canzone da portare in gara. Una sorta di direttore artistico ombra, figura scaramantica del Festival. Non a caso, come è stato ricordato in studio, Sal Da Vinci – oggi trionfatore – aveva recitato anni fa proprio in un film di Verdone, mentre altri artisti passati dalle sue produzioni hanno incrociato la fortuna sanremese.

Il sapore più forte, però, resta quello del vincitore. Sal Da Vinci, sommerso da meme e commenti social, ha voluto chiarire alcune voci circolate online, precisando di non essersi mai espresso su temi politici legati a presunti referendum. Tono pacato, nessuna polemica. Più significativa la riflessione affidata a una recente intervista radiofonica, dove ha parlato di amore senza etichette e di libertà di essere sé stessi: un messaggio che si lega perfettamente alla canzone con cui ha conquistato pubblico e giuria.

Infine, l’immagine più cinematografica della finale – Andrea Bocelli a cavallo sulle note de Il Gladiatore – si è arricchita di un retroscena: l’idea sarebbe nata da Veronica Berti, moglie del tenore e appassionata amazzone. Una scelta che ha diviso, tra applausi scenici e proteste animaliste, confermando che a Sanremo ogni dettaglio può diventare discussione.

Così finisce – o forse comincia – il dopo Festival. Con la sensazione che il vero spettacolo, a volte, inizi proprio quando si spengono le luci dell’Ariston: tra confessioni leggere, battute improvvisate e quella strana malinconia festosa che accompagna sempre il giorno dopo.