C’è una gara che al Festival di Sanremo Fedez ha già vinto prima ancora di salire sul palco: quella dei numeri. Non quelli del televoto o dello streaming, ma quelli dei bilanci. Guardando le ultime cifre depositate dalle società musicali dei concorrenti in gara, Federico Lucia – questo il suo nome all’anagrafe – vale da solo più di tutti gli altri Big sommati insieme.
Il dato è netto. Le società riconducibili a Fedez hanno fatturato 10,18 milioni di euro. Tutti gli altri concorrenti insieme arrivano a 8,357 milioni. Anche sul fronte dell’utile il divario resta evidente: 1,135 milioni per il rapper contro 1,192 milioni complessivi generati dagli altri artisti in gara. In pratica, un solo nome tiene testa a un intero cast.
Dietro di lui la distanza è significativa. Tra i cantanti presenti al Festival, il più vicino per ricavi è Tommaso Paradiso, con 1,837 milioni di euro di fatturato. Segue Raf con 1,263 milioni e poco sotto Dargen D’Amico con 1,116 milioni. La classifica prosegue con Sal Da Vinci (889 mila euro), J-Ax (767 mila), Nayt (699 mila), Elettra Lamborghini (413 mila), Levante (391 mila) e al decimo posto Ermal Meta con 357 mila euro. La sua società principale, Just Kids srls, risulta controllata al 70% dalla madre Fatmira Borova.
Il Festival, però, è anche un laboratorio imprenditoriale. Tre artisti hanno deciso di costituire nuove società musicali proprio in vista della partecipazione a Sanremo 2026. Michele Bravi ha aperto nell’autunno 2025 la Daleth srl con un capitale sociale di 30 mila euro. Gennaro Amatore, in arte Samurai Jay, ha costituito il 28 gennaio scorso la Millennia srl, detenendone il 90% del capitale di 10 mila euro. Il giorno successivo Adam Viacava, in arte Sayf, ha fondato La Santa srl con mille euro di capitale, di cui controlla l’80%. Una mossa che segnala come il palco dell’Ariston possa rappresentare non solo una vetrina artistica ma anche un passaggio strategico per riorganizzare assetti societari.
Scelta opposta per Marco Masini, che ha cancellato dal registro delle imprese le due società che controllava da anni, segnando una chiusura formale di un ciclo imprenditoriale.
C’è poi il caso di Malika Ayane. La sua Nicety srl, aperta il 2 agosto 2021 e interamente posseduta con un capitale sociale di 10 mila euro, non ha mai depositato bilanci presso la Camera di commercio. L’oggetto sociale è l’edizione di registrazioni sonore. Negli stessi anni la cantante è stata impegnata in un contenzioso con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione per una cartella da 130.721 euro, che aveva portato all’iscrizione ipotecaria su un laboratorio di sua proprietà a Milano.
La fotografia che emerge è quella di un Festival che non si gioca soltanto sulle note, ma anche sulle strutture societarie che sostengono gli artisti. Da un lato c’è Fedez, che conferma una dimensione imprenditoriale capace di reggere da sola il confronto con l’intero cast. Dall’altro, una galassia di società più piccole, alcune appena nate, altre in trasformazione, che raccontano come la musica oggi sia anche gestione, capitale, strategia.
All’Ariston si canta. Ma nei registri delle imprese si misura un’altra classifica. E lì, almeno per ora, il primo posto ha già un nome preciso.







