Sanremo si sdoppia. Sopra, sul palco dell’Ariston, c’è il rito che tutti conoscono: le canzoni, le luci, la gara, la diretta. Sotto, letteralmente sotto, nasce un racconto parallelo pensato per un pubblico diverso, più giovane, più abituato allo scorrere dei social che al telecomando tradizionale. Dal 23 febbraio al 1° marzo, per sette puntate in esclusiva su RaiPlay, arriva “Sotto Sanremo”, una serie che promette di mostrare il Festival da una prospettiva inedita e contemporanea.
Mentre Carlo Conti guiderà l’evento musicale in prima serata, Anna Lou, Elisa e Nicole si muoveranno in un “locale misterioso e abbandonato” nascosto sotto il Teatro Ariston. Non è solo un espediente scenografico: è una dichiarazione d’intenti. Raccontare ciò che si respira prima di salire sul palco, i momenti che non sempre finiscono sotto i riflettori, le attese, le tensioni, le fragilità.
Non una cronaca alternativa, ma un’immersione nel clima del Festival. Tra gli ospiti annunciati ci sono Angelica Bove, Michele Bravi, Nicolò Filippucci, Eddie Brock e Ditonellapiaga, chiamati a parlare di emozioni, ansie, rituali scaramantici, curiosità. Non la performance, ma l’attimo prima. Non il voto, ma il battito.
Marcello Ciannamea, direttore Rai Contenuti Digitali e Transmediali, descrive il progetto come “fresco e spontaneo”, pensato per un pubblico che si riconosce in quel linguaggio. “Non una semplice documentazione, ma un’immersione totale e creativa nel dietro le quinte dell’avventura sanremese”, spiega. E aggiunge un dettaglio che suona quasi come una sfida narrativa: “Carlo Conti ha chiamato Anna Lou, Elisa e Nicole e noi ci faremo sentire con Sotto Sanremo da un luogo segreto nascosto sotto l’Ariston. L’energia e il rumore delle nostre tre giovani conduttrici arriveranno fino al palco? Lo scopriremo solo vivendo il Festival”.
“Sotto Sanremo” è una serie Original Rai Contenuti Digitali e Transmediali con la regia di Massimiliano Sabini. Un’operazione che conferma la volontà di affiancare al Festival televisivo un racconto digitale capace di parlare la lingua dei social, senza limitarsi a rilanciare clip e backstage, ma costruendo un vero format parallelo.
Il Festival, così, non è più solo ciò che accade in scena. È anche quello che succede nei corridoi, nei camerini, nei minuti sospesi prima che si accendano le luci. E per la prima volta, quel “sottosuolo” diventa protagonista.







