Stefano De Martino, da Torre del Greco all’Ariston: vita, carriera e ambizioni del direttore artistico di Sanremo 2027

Sanremo Festival host and artistic director Carlo Conti (L) with Italian tv presenter Stefano De Martino (R) on stage at the Ariston theatre during the 76th edition of the Sanremo Italian Song Festival, in Sanremo, Italy, 28 February 2026. The music festival will run from 24 to 28 February 2026. ANSA/ETTORE FERRARI

Non è più l’astro nascente del piccolo schermo, non è più soltanto il golden boy della tv italiana. Stefano De Martino è l’uomo scelto dalla Rai per guidare il Festival di Sanremo 2027 come conduttore e direttore artistico. L’investitura è arrivata in diretta, nell’ultima serata del Festival appena concluso, con Carlo Conti che gli ha simbolicamente passato il testimone davanti a milioni di telespettatori.

«È un onore vero, un gesto di generosità non scontata che ricorderò per sempre – ha commentato De Martino in diretta – voglio ringraziare la Rai, e ora testa bassa e pedalare». Poche parole, misurate, che segnano però un passaggio decisivo nella sua carriera.

Nato a Torre del Greco nel 1989, figlio di Enrico e Mariarosaria, con una sorella, Adelaide, e un fratello, Davide, De Martino arriva all’Ariston dopo un percorso costruito con disciplina e progressiva trasformazione. La sua prima identità è quella di ballerino. La danza non è stata un semplice trampolino, ma la matrice del suo stile: controllo del corpo, ritmo, capacità di stare in scena.

Il primo salto internazionale arriva nel 2007 con una borsa di studio al Broadway Dance Center di New York. Nella metropoli americana studia danza moderna e contemporanea, lavora con la coreografa Macia Del Prete nella Oltre Dance Company e consolida una formazione tecnica che pochi conduttori televisivi possono vantare. È un’esperienza che lo segna: metodo, sacrificio, competizione.

Il ritorno in Italia coincide con la partecipazione, nel 2009, a Amici di Maria De Filippi su Canale 5. Vince il titolo di miglior ballerino e ottiene un contratto con il Complexions Contemporary Ballet, che lo porta in tournée internazionale tra Nuova Zelanda, Australia e Hawaii. È la fase in cui De Martino è ancora percepito come talento puro della danza, non come uomo di spettacolo a tutto tondo.

La metamorfosi avviene in televisione. La Rai intuisce le sue potenzialità e lo affida nel 2019 alla conduzione di Stasera tutto è possibile su Rai 2. Per sette edizioni dimostra padronanza scenica, tempi comici, leggerezza e capacità di tenere insieme ospiti molto diversi. Non è più il ballerino prestato alla tv, ma un conduttore consapevole.

Nel 2021 arriva Bar Stella, in seconda serata, format personale in cui miscela talk, varietà, ironia e cultura popolare. È il programma che gli consente di definire un’identità autoriale. Non solo volto, ma anche mente del progetto.

Il salto decisivo arriva nel 2024 con il passaggio a Affari tuoi su Rai 1, raccogliendo l’eredità di Amadeus. Una sfida rischiosa: il gioco dei pacchi è un format storico dell’access prime time, con un pubblico affezionato e abitudinario. De Martino sceglie di non stravolgere, ma di imprimere una cifra personale fatta di ironia misurata e dialogo con i concorrenti.

I numeri gli danno ragione: oltre sei milioni di spettatori medi, share attorno al 30%, risultati che in più occasioni superano quelli dei predecessori. Anche nella stagione 2025/2026 il programma regge l’urto della concorrenza diretta, con l’arrivo de La ruota della fortuna di Gerry Scotti su Canale 5 dopo l’uscita di scena di Striscia la notizia dall’access. Game contro game, e De Martino tiene.

La conduzione si estende anche agli speciali di prima serata, come quello legato alla Lotteria Italia, consolidando la sua posizione come volto di punta di Rai 1. Parallelamente continua l’attività teatrale con spettacoli come Meglio stasera – Quasi one man show, dove unisce danza, canto e monologo, dimostrando di non aver mai abbandonato la dimensione live.

Ora però la partita cambia. Sanremo non è un programma qualsiasi: è l’evento simbolo della Rai, il centro dell’industria discografica italiana, il terreno su cui si misurano ascolti, pubblicità e reputazione culturale. Essere direttore artistico significa scegliere cast, linee editoriali, ospiti, equilibri. Significa gestire pressioni politiche e discografiche, equilibrare tradizione e contemporaneità.

De Martino arriva a questo appuntamento a 38 anni, con un’immagine consolidata ma ancora giovane. Non è un outsider, non è un veterano storico del Festival. È la scommessa su una generazione che deve dimostrare di saper tenere insieme spettacolo popolare e racconto contemporaneo.

Il passaggio di consegne voluto da Carlo Conti è stato presentato come un gesto di continuità aziendale. La Rai ha scelto una soluzione interna, valorizzando un proprio volto. Resta da capire quale sarà la cifra del suo Sanremo: più varietà, più ritmo, più contaminazione?

Per ora De Martino ha scelto il profilo basso. «Testa bassa e pedalare», ha detto. È una frase che racconta il metodo con cui ha costruito la sua carriera: senza salti nel buio, ma con progressioni costanti.

Dal Broadway Dance Center di New York al palco dell’Ariston, passando per Amici, Stasera tutto è possibile e Affari tuoi, la traiettoria è chiara. Nel 2027 il Festival avrà il suo nome in cartellone. E per Stefano De Martino sarà la prova definitiva: non più promessa, ma responsabilità piena.