Sanremo lo aspetta con quel tipo di elettricità che non si misura in scalette, ma in sguardi e notifiche. Appena circola un orario, appena spunta un indizio, l’Ariston diventa un radar: dove arriva, da dove passa, con chi si muove. Per Can Yaman l’attesa è già salita di livello, perché domani sera l’attore turco, consacrato dal recente successo di Sandokan, sarà sul palco come co-conduttore della prima serata del Festival accanto a Carlo Conti e Laura Pausini. E per chi ha costruito una fanbase che si muove come un’onda, l’unico modo di non essere travolti è scegliere la rotta più discreta.
Yaman atterrerà a Nizza con un volo proveniente dalla Spagna, dove si trova per altri impegni professionali. Da lì, trasferimento discreto verso la Riviera ligure. Bocche cucite sull’alloggio, ma la scelta sarebbe ricaduta sul Grand Hotel del Mare di Bordighera. Una soluzione fuori dal centro di Sanremo, proprio per evitare l’assedio dei fan – e soprattutto delle fan – già pronte a presidiare ogni ingresso possibile. Can vola da Madrid, dove è impegnato nelle riprese della serie “El laberinto de las mariposas”, un thriller romantico diretto da Alberto Ruiz Rojo e Iñaki Peñafiel. Atterraggio in Costa Azzurra e trasferimento in Liguria, lontano dai punti più battuti della città dei fiori.
Nel rider, dicono, non ci sono richieste da star capricciosa: noci pecan, acqua e caffè. Tre cose essenziali, quasi da backstage di teatro più che da prima serata del Festival. Ma il vero “menù” di domani sarà un altro: full immersion nelle prove. Per Yaman, infatti, è la prima volta che si cimenta nella conduzione di un evento live. E non di un live qualunque: Sanremo è il programma più osservato, commentato e sezionato della tv italiana, quello dove ogni esitazione diventa meme e ogni frase viene ripetuta per giorni. Il fascino è enorme, la pressione pure.
La parte linguistica, però, è uno dei suoi punti forti. Can Yaman conosce bene l’italiano: ha frequentato il liceo italiano di Istanbul, dettaglio che negli anni gli ha permesso di muoversi sul mercato italiano con una naturalezza rara per un volto internazionale. Oltre all’italiano parla inglese, spagnolo e tedesco, e sta studiando il portoghese. In sostanza: può reggere una conferenza, una battuta al volo, una scaletta che cambia, e anche un’improvvisazione se serve. Poi, certo, il Festival non è un set: qui non si gira una scena finché viene bene. Qui si va in onda e si tiene il ritmo, davanti a milioni di persone.
In questa chiave va letta anche la cura del dettaglio estetico, che a Sanremo non è mai un contorno. Yaman, primo attore internazionale annunciato sul palco nella serata inaugurale, dovrebbe proporre tre cambi d’abito, giocati su un binomio netto: total black e white, look realizzati ad hoc da un artista. È una cifra di stile semplice e teatrale insieme, che funziona bene nel linguaggio del Festival: riconoscibile, fotografabile, “pulita” in video. E soprattutto controllabile. Quando è la prima volta in diretta, la parola d’ordine è ridurre l’imprevisto.
Il suo nome, d’altra parte, arriva a Sanremo con una scia lunga: Sandokan lo ha rimesso al centro del racconto pop italiano. La fiction diretta da Jan Maria Michelini e Nicola Abbatangelo lo ha visto nei panni dell’eroe nato dalla penna di Emilio Salgari, cinquant’anni dopo la celebre serie interpretata da Kabir Bedi e diretta da Sergio Sollima. Un’operazione nostalgica e contemporanea insieme, che su Rai1 ha viaggiato su una media di oltre 5,4 milioni di telespettatori e il 30,8% di share: numeri che, nel mercato tv di oggi, sono una firma più che un risultato. E infatti la storia non si ferma qui: all’inizio del 2027 dovrebbe partire la lavorazione della seconda stagione.
Intanto, Yaman continua a essere un volto familiare anche per il pubblico generalista: lo si è visto in prodotti Rai come “Che Dio ci aiuti 6” e “Viola come il mare”, mentre “Il Turco” è andato in onda su Canale 5. È un percorso che lo ha trasformato in un caso quasi trasversale, capace di parlare a platee diverse.
Negli ultimi giorni, però, attorno al suo nome è girata anche una notizia di cronaca: secondo ricostruzioni circolate, sarebbe stato fermato a Istanbul nell’ambito di un’operazione anti-droga con blitz in vari locali notturni della metropoli, per poi essere subito rilasciato. L’attore ha smentito in modo netto, affidando ai social una replica accompagnata da uno scatto a Roma con il Colosseo sullo sfondo: “Se fosse stato minimamente vero, non sarei stato rilasciato in così poco tempo e in grado di tornare in Italia il giorno dopo. Vi voglio bene”. Una risposta che, al netto delle polemiche, chiarisce la linea: non lasciare che il rumore di fondo entri nel perimetro del Festival.
E così si torna al punto di partenza, quello che conta davvero per Sanremo: palco, tempi, pubblico. Can Yaman arriva in modalità riservata, con un rider minimal e una giornata di prove che lo aspetta come una maratona. Il resto, domani sera, sarà in diretta: la lingua, l’energia, la tenuta, la capacità di stare dentro un evento che non perdona. E che, proprio per questo, quando funziona, ti consacra in un attimo.







