Arianna Fontana nella leggenda: argento nella staffetta al Forum di Assago e medaglia numero 14, record azzurro

Un argento che brilla quasi come un oro, davanti a un Forum di Assago gremito e rumoroso. La staffetta femminile dello short track chiude al secondo posto nei 3000 metri, alle spalle della Corea del Sud e davanti al Canada. Fuori dai giochi, a metà gara, le favoritissime olandesi, scivolate via tra le lame e le speranze.

A guidare il quartetto azzurro è stata ancora una volta Arianna Fontana, portabandiera e simbolo di un’epopea che dura da vent’anni. Con lei Elisa Confortola, Chiara Betti e Arianna Sighel, protagoniste di una finale ad altissima intensità, un vero rollerball sul ghiaccio. L’Italia era partita forte, capace di prendersi la testa grazie a una manovra perfetta di Confortola dopo la caduta delle olandesi. Per qualche giro il sogno d’oro è sembrato concreto.

Poi, nel finale, la progressione coreana. È toccato proprio a Fontana difendere la prima posizione e tentare la resistenza, ma la Corea del Sud ha trovato il varco giusto e ha piazzato il sorpasso decisivo. Oro forse inatteso, ma meritato. Le azzurre si prendono un argento che vale moltissimo, per il contesto e per la storia che porta con sé.

Perché non è “solo” un secondo posto. È la medaglia olimpica numero 14 per Fontana, che diventa così l’atleta italiana più medagliata di sempre ai Giochi, superando Edoardo Mangiarotti. Il leggendario schermidore, tra Berlino 1936 e Roma 1960, aveva messo insieme 6 ori, 5 argenti e 2 bronzi. Fontana ora è a quota 6 ori, 6 argenti e 2 bronzi: una in più, anche se – a voler essere pignoli – il bottino di Mangiarotti resta più “pesante” per numero di vittorie.

Da Torino 2006 a Milano-Cortina, vent’anni esatti, una carriera che attraversa generazioni e cambia pelle senza perdere fame. Ventisette chilometri di autostrada simbolica tra passato e presente, tra la ragazzina prodigio e la campionessa che si prende la scena sotto gli occhi delle autorità e di un pubblico in piedi.

La serata ha avuto anche un sapore agrodolce per la famiglia Sighel: mentre Arianna festeggiava il podio, il fratello Pietro viveva l’ennesima caduta e una nuova delusione. Lo short track è così: millimetri, traiettorie, contatti. Un equilibrio precario tra gloria e ghiaccio.

Per l’Italia è un’altra giornata da incorniciare ai Giochi di Milano-Cortina. Dopo il bronzo nella team sprint maschile dello sci di fondo, arriva un argento che pesa doppio: per il valore tecnico e per il significato simbolico. La staffetta, disciplina di squadra per eccellenza, consegna a Fontana la medaglia che la proietta definitivamente nella leggenda dello sport azzurro.

Non è d’oro, ma è storia.