Gattuso in lacrime dopo il disastro azzurro: «Chiedo scusa all’Italia, non ce l’ho fatta». Il ct crolla in diretta e lascia aperto il suo futuro

Gattuso in lacrime dopo la sconfitta

Gattuso in lacrime dopo il disastro azzurro. Rino si presenta davanti alle telecamere con il volto tirato, gli occhi lucidi e la voce di chi sa di avere appena incassato un colpo destinato a restare. La delusione è tutta nelle sue parole, ma ancora di più nel modo in cui le pronuncia. Il ct azzurro non cerca alibi, non si nasconde dietro le circostanze, e davanti ai microfoni della Rai sceglie la strada più dura: quella delle scuse. «Io chiedo scusa perché non ce l’ho fatta a portare l’Italia al Mondiale», dice.

Il crollo in diretta e la difesa dei giocatori
Gattuso prova prima di tutto a proteggere la squadra. «I ragazzi non meritavano questa bastosta per la prestazione, l’impegno, l’amore», spiega, sottolineando come il gruppo abbia dato tutto. Nel suo racconto c’è l’idea di una Nazionale viva, generosa, perfino sorprendente sotto il profilo del carattere. «La squadra ha sorpreso anche me per quello che ha messo in campo e ha fatto vedere. Erano anni che non si vedeva una Nazionale con un cuore così».

La mazzata Mondiale e il peso degli episodi
Il dolore resta il centro di tutto. «Fa male perché questo Mondiale da giocare serviva per noi, per le famiglie, per tutta l’Italia e per il nostro movimento». Gattuso ricorda le occasioni avute e insiste sul peso degli episodi. «Potevamo fare il secondo gol, ma ormai non conta nulla. Gli episodi ci hanno condannato, abbiamo commesso degli errori come l’espulsione, ma la squadra ha dato tutto».

Arbitro e futuro: parole misurate ma pesanti
Sulle decisioni arbitrali inizialmente frena: «Non voglio parlare dell’arbitro». Poi in conferenza aggiunge: «Tante cose non mi hanno convinto». Sul futuro, invece, resta vago: «Parlare ora non è importante». Una frase che lascia tutto sospeso, mentre resta l’immagine di un ct che si assume ogni responsabilità e che prova a reggere il peso di una sconfitta che va oltre il campo.