Lorenzo Berlusconi vince ancora sul ring. Chiamarlo soltanto “il figlio di” ormai comincia a stare stretto. Perché Lorenzo Mattia Berlusconi, sul ring, sta provando con una certa ostinazione a farsi largo da solo. L’ultimo tassello è arrivato nella cornice del Casinò di Sanremo, dove il giovane pugile classe 2010 ha conquistato un’altra vittoria, battendo ai punti il toscano di origini albanesi Tirdeus Kasemi. Un successo che conferma la sua striscia positiva e consolida un dato che, a questo punto, non può più essere liquidato come semplice curiosità mondana: tre match federali, tre vittorie.
Il cognome, ovviamente, attira riflettori immediati. Nipote di Silvio Berlusconi, figlio di Pier Silvio Berlusconi e Silvia Toffanin, Lorenzo Mattia parte con addosso un carico di attenzione che per chiunque altro sarebbe impensabile. Ma il punto interessante, in questo momento, è che dentro quel cognome importante sta emergendo anche un ragazzo che lavora, si allena e ottiene risultati. Ed è lì, tra corde e guantoni, che il racconto cambia tono.
Lorenzo Mattia Berlusconi vince ancora e conferma il suo momento
Il match di Sanremo, combattuto contro Tirdeus Kasemi, è stato descritto come intenso, tirato, giocato colpo su colpo. Alla fine i giudici hanno premiato la maggiore precisione e il ritmo di Lorenzo Mattia Berlusconi, assegnandogli il verdetto ai punti. Un successo che non arriva dal nulla, ma si inserisce in una serie già cominciata nei mesi scorsi e che racconta una crescita costante.
Dopo l’esordio federale dello scorso dicembre a Savona, il giovane pugile aveva già fatto vedere di avere numeri e carattere. Poi era arrivata la vittoria di fine febbraio a Genova contro Simone Farinelli della Celano Boxe, in un incontro della categoria Under 17, 55 chili, interrotto già dopo la prima ripresa per la sospensione cautelare dovuta all’epistassi accusata dall’avversario. Adesso Sanremo. E tre indizi, nel pugilato come altrove, iniziano a fare una traccia.
A bordo ring, a seguirlo con orgoglio evidente ma senza troppe sceneggiate, c’era il padre Pier Silvio. Una presenza che pesa, anche simbolicamente, perché in questa storia c’è pure un passaggio quasi dinastico: anche lui, da ragazzo, aveva praticato pugilato. E proprio da lì, a quanto pare, sarebbe nata la curiosità del figlio per questo sport duro, tecnico, disciplinato, spesso raccontato male da chi continua a scambiarlo per semplice violenza.
La boxe come scuola e non come capriccio da rampollo
Il punto forse più interessante della vicenda è proprio questo. La boxe, nel caso di Lorenzo Mattia Berlusconi, non sembra essere stata trattata come un vezzo esotico da famiglia privilegiata, il classico hobby da weekend buono per farsi fotografare. Dai racconti che emergono, al contrario, sembra esserci dietro una pratica costante, fatta di allenamenti regolari in palestra a Rapallo e di un percorso seguito con serietà.
È anche il motivo per cui, attorno al ragazzo, si insiste molto sul concetto di disciplina. Pier Silvio Berlusconi lo aveva spiegato con parole piuttosto nette: il pugilato sarebbe una scuola di comportamento, capace di insegnare impegno quotidiano, rispetto e perseveranza. Un’idea quasi antica dello sport, ma non per questo meno vera. Perché chiunque abbia frequentato davvero una palestra di boxe sa che il primo avversario non è quello che hai davanti, ma quello che ti porti dentro quando la fatica sale, le gambe cedono e vorresti mollare.
Ed è probabilmente questo che rende il percorso di Lorenzo Mattia interessante anche al di là del cognome. Non la possibilità, ancora lontanissima, di immaginare chissà quale carriera, ma la sensazione che il ragazzo stia costruendo una sua identità sportiva. Piccola, iniziale, tutta da verificare, ma autentica.
Portofino, scuola pubblica e allenamenti: il profilo di un ragazzo osservato speciale
Lorenzo Mattia Berlusconi è nato il 10 settembre 2010 ed è il primogenito della coppia formata da Silvia Toffanin e Pier Silvio Berlusconi. Vive con la famiglia nell’area di Portofino e frequenta la scuola pubblica. Anche questo dettaglio, negli anni, ha contribuito a costruire attorno a lui un’immagine meno stereotipata di quella che spesso accompagna i figli delle grandi famiglie italiane.
Nel 2019, dopo il crollo della strada provinciale tra Portofino e Santa Margherita Ligure, aveva seguito le lezioni nella cosiddetta “scuola telematica” allestita nel teatrino del borgo, una soluzione nata per consentire agli studenti di non doversi spostare in nave. Un episodio che allora aveva colpito proprio perché mostrava un quotidiano diverso da quello immaginato da chi pensa ai rampolli celebri soltanto come figurine da copertina.
Lorenzo Berlusconi vince ancora sul ring
Oggi, però, il punto non è tanto dove studia o come vive, quanto quello che sta facendo sul ring. E sul ring Lorenzo Mattia, almeno per ora, sta facendo bene. È ancora prestissimo per qualsiasi giudizio definitivo, e sarebbe sciocco caricarlo di aspettative spropositate. Ma la continuità dei risultati, l’attenzione tecnica che gli viene riconosciuta e la serenità con cui sta attraversando questa fase fanno pensare che non si tratti di una parentesi estemporanea.
La boxe giovanile italiana, si sa, vive spesso lontano dai grandi fari, salvo poi accendersi di colpo attorno ai cognomi giusti. In questo caso il cognome pesa, eccome. Ma dopo tre vittorie consecutive, la notizia non è più soltanto che Lorenzo Mattia Berlusconi combatte. La notizia è che, almeno fin qui, combatte e vince. E lo fa con quella miscela di applicazione, tenuta e sangue freddo che sul ring conta sempre più del blasone. Anche se ti chiami Berlusconi.







