Corona contro Ilary Blasi. Fabrizio Corona non si ferma. Anzi, accelera. Alla vigilia della prima puntata della nuova edizione del Grande Fratello, l’ex fotografo dei vip torna a incendiare il clima e anticipa quella che definisce, neanche troppo sorprendentemente, una nuova “bomba” di Falsissimo. Nel mirino, stavolta, c’è soprattutto Ilary Blasi, tirata dentro una guerra personale e mediatica che Corona porta avanti da mesi contro Mediaset, contro Alfonso Signorini e contro tutto quello che, ai suoi occhi, rappresenta il sistema televisivo che prima lo ha sfruttato e poi lo ha scaricato.
La miccia si accende in discoteca, non in un tribunale e neppure in una redazione. È lì che Corona, caricato da un pubblico che ormai reagisce alle sue uscite come a un comizio pop, rilancia la sua offensiva. A una domanda arrivata dal palco, l’ex paparazzo torna a insultare Signorini, a colpire Mediaset e soprattutto ad annunciare l’intenzione di pubblicare materiale riguardante Ilary Blasi. Il tono è quello che conosciamo: aggressivo, vendicativo, teatrale. Ma dietro la solita recita da guastatore del sistema stavolta si intravede qualcosa di più cupo, perché la sensazione è che non si stia più parlando solo di gossip, né di televisione, né di vecchi rancori. Qui il punto è un altro: la trasformazione del risentimento in format.
Corona contro Ilary Blasi: Falsissimo diventa un regolamento di conti
Corona presenta la prossima puntata di Falsissimo come un nuovo capitolo della sua resa dei conti. Non è una novità. Da tempo il suo prodotto digitale vive di questo: nemici da abbattere, sistemi da smascherare, nomi da esporre, allusioni da gonfiare fino a trasformarle in detonatori virali. Ma in questo caso il salto è evidente, perché Ilary Blasi viene trascinata al centro della scena non come personaggio di stretta attualità, ma come bersaglio simbolico. La conduttrice del Grande Fratello diventa il volto da colpire proprio mentre Mediaset riaccende i riflettori su uno dei suoi programmi di punta.
La mossa è fin troppo chiara. Colpire Ilary alla vigilia del debutto del reality significa bucare la promozione, sporcare il clima, insinuare tensione dove dovrebbe esserci solo lancio televisivo. È la logica del sabotaggio narrativo: non potendo più entrare davvero nel gioco del palinsesto, Corona prova a inquinarlo da fuori. Lo fa come sempre usando la promessa del materiale “esplosivo”, il lessico della rivelazione totale, la minaccia di un dietro le quinte che dovrebbe ridisegnare tutto. Ma la domanda, a questo punto, è se siamo ancora dentro un’operazione di controinformazione spettacolarizzata o se siamo semplicemente davanti a un uomo che non accetta di essere uscito dal centro del sistema e per questo tenta di trascinarlo nel proprio caos.
Per capire il meccanismo basta guardare anche il modo in cui Corona costruisce il suo racconto pubblico. Ogni uscita si regge su una struttura semplice e feroce: prima l’annuncio, poi l’anticipazione, quindi l’insulto, infine la promessa della distruzione imminente. È il linguaggio del cliffhanger permanente. Non si chiude mai nulla, perché tutto deve rilanciare la puntata dopo. In questo senso Falsissimo non è più soltanto un contenitore di accuse, veleni e ritorsioni: è diventato il luogo in cui Corona mette in scena se stesso come vittima, giustiziere e protagonista assoluto di una battaglia che senza nemici smetterebbe di esistere.
Mediaset, Signorini e il livore che non si spegne
Perché questo livore contro Mediaset? La risposta sta proprio nella frattura apertasi dopo le accuse mosse contro Alfonso Signorini e le conseguenze giudiziarie e mediatiche che ne sono seguite. Da quel momento Corona ha iniziato a raccontarsi come censurato, ostacolato, silenziato. Le contestazioni ricevute, gli stop ad alcune puntate di Falsissimo, la chiusura dei profili social e il braccio di ferro legale sono diventati, nel suo racconto, la prova che il sistema voleva farlo sparire. Da lì in poi la sua narrazione si è consolidata: lui da una parte, tutti gli altri dall’altra.
Eppure la forza del personaggio sta proprio qui, in questa torsione continua tra carnefice e vittima. Corona attacca, umilia, minaccia, insinua, ma nello stesso tempo continua a presentarsi come perseguitato. È una formula che funziona benissimo online, perché intercetta il gusto contemporaneo per il complotto, per il ribaltamento dei ruoli, per il presunto “uno contro tutti” che combatte i poteri forti. In fondo è la stessa grammatica che ha reso virali molti personaggi tossici del web: non importa quanto tu esageri, importa che tu riesca a convincere il pubblico che stai dicendo ciò che gli altri non possono dire.
Il punto, però, è che Mediaset per Corona non è più soltanto un’azienda o un avversario editoriale. È diventata il simbolo di una ferita narcisistica mai chiusa. La televisione commerciale che un tempo lo ha nutrito, amplificato e trasformato in personaggio adesso è anche il bersaglio da abbattere. E in questa guerra personale Signorini è il volto istituzionale del nemico, mentre Ilary Blasi è la figura perfetta da riportare sul ring, perché con lei esiste già un precedente televisivo che il pubblico ricorda bene.
Ilary Blasi e quel vecchio scontro mai digerito
Il riferimento è inevitabile: la famosa lite in diretta al Grande Fratello Vip del 25 ottobre 2018. Fu uno dei momenti televisivi più discussi di quella stagione. Corona entrò nella casa per confrontarsi con Silvia Provvedi e, una volta terminato il faccia a faccia, si ritrovò davanti una Ilary Blasi decisa a chiudergli il conto in diretta. Lei lo accusò apertamente di averle fatto del male anni prima rilanciando gossip sul suo matrimonio con Francesco Totti in un momento delicatissimo. Lui reagì nel suo stile, aggressivo e sprezzante. Lei lo liquidò con la freddezza di chi in quel momento aveva il controllo della trasmissione. “Lo show lo decido io”, fu il senso del messaggio. E probabilmente è proprio quel punto che Corona non ha mai digerito davvero.
Perché in quella scena, più che uno scontro tra due caratteri forti, si consumò una gerarchia. Ilary parlava dal centro di un grande show di Canale 5. Corona, pur ancora potentissimo come detonatore mediatico, era già percepito come corpo estraneo, elemento disturbante da gestire e poi spegnere. È possibile che il rancore che riaffiora oggi nasca anche da lì: dal trauma di essere stato messo al proprio posto, in diretta nazionale, da una conduttrice che in quel momento incarnava esattamente quel mondo televisivo da cui lui si sentiva escluso.
Per questo la nuova offensiva contro Ilary sembra meno una semplice provocazione e più un tentativo di riaprire quella ferita, usando però il linguaggio di oggi: non più il confronto in studio, ma la clip virale, la minaccia seriale, il contenuto a puntate. La tv generalista imponeva tempi e regole. Il web premia invece l’escalation continua. Ed è proprio lì che Corona si sente di nuovo forte.
Grande Fratello, Falsissimo e la macchina del rumore
La coincidenza temporale con il ritorno del Grande Fratello non è casuale. Anzi, è il vero motore dell’operazione. Colpire ora significa agganciarsi alla macchina promozionale del reality e sfruttarne la scia. Il programma riparte, Ilary torna al centro, il pubblico ricomincia a parlare di Mediaset e Corona si infila nella conversazione come un sabotatore professionista. In termini di visibilità è un colpo perfetto. In termini di contenuto, molto meno.
Perché, tolto il rumore, resta un’impressione precisa: il metodo Corona continua a reggersi soprattutto sulla promessa di un’esplosione che quasi sempre conta più dell’esplosione stessa. Il titolo, l’anticipazione, il video rubato, il frammento da social, l’insulto detto davanti a una folla che urla: tutto serve a costruire una temperatura. E quella temperatura diventa la notizia, molto più dei fatti. È una logica che conosce bene anche chi studia la trasformazione del gossip in contenuto industriale: non conta più verificare, conta tenere il pubblico agganciato alla puntata successiva. Allo stesso modo, il funzionamento dei reality show si nutre da anni di conflitto, esposizione e personalizzazione estrema. Corona, con Falsissimo, ha semplicemente preso quel modello e lo ha radicalizzato.
C’è poi un secondo elemento che rende questa storia ancora più interessante. Corona si muove ormai come se fosse allo stesso tempo un media, un personaggio e una campagna permanente. Non aspetta i giornali, li usa, non aspetta la tv, la provoca. Non si limita a commentare l’attualità dello spettacolo, prova a piegarla ai propri tempi. È una mutazione che dice molto non solo su di lui, ma sullo stato del nostro ecosistema mediatico. La domanda diventa allora più larga: quanto spazio siamo ancora disposti a concedere alla vendetta mascherata da scoop? E quanto il sistema, fingendo di scandalizzarsi, continua in realtà ad alimentarla?
La verità è che questa nuova offensiva contro Ilary Blasi racconta due debolezze insieme. La prima è quella di Corona, che continua a vivere di bersagli come se senza un nemico da abbattere non potesse più esistere pubblicamente. La seconda è quella di un sistema dello spettacolo che continua a reagire alle sue mosse come se ogni volta ci fosse davvero qualcosa di nuovo. E invece, sotto la superficie, il copione è sempre lo stesso: un uomo che annuncia la fine del mondo, una folla che applaude, un nemico scelto con cura, un nuovo capitolo pronto a uscire lunedì. Più che una bomba, ormai, è una serialità del rancore.







