La guerra ha già i suoi primi nomi e i suoi primi volti. Il Pentagono ha reso pubbliche le identità di alcuni dei sei soldati americani uccisi nel bombardamento iraniano contro una base militare degli Stati Uniti in Kuwait, attacco lanciato da Teheran come risposta all’offensiva congiunta di Stati Uniti e Israele. Dietro i numeri ci sono storie di famiglie, sogni e progetti interrotti all’improvviso.
Donald Trump li ha ricordati brevemente durante un evento alla Casa Bianca Parole rapide, pronunciate prima di cambiare tono e scherzare su altri temi. “Le vite di coraggiosi eroi americani potrebbero essere perse – aveva detto commentando l’attacco all’Iran – e potremmo avere vittime. Questo succede spesso in guerra”.
La sergente Nicole Amor, 39 anni, madre di due figli.
Tra i militari morti c’è la sergente Nicole Amor, 39 anni, madre di due figli. Era prossima al rientro negli Stati Uniti e contava i giorni che la separavano dal ritorno a casa, in Minnesota. Amava il giardinaggio e coltivava pomodori nell’orto con il figlio maggiore, studente all’ultimo anno di liceo. Con la figlia più piccola, che frequenta la quarta elementare, usciva spesso in bicicletta o a pattinare.
Una settimana prima dell’attacco era stata spostata in un edificio meno protetto della base. “Li stavano distribuendo in piccoli gruppi – ha raccontato il marito Joey Amor – perché temevano che la base potesse essere colpita”. L’aveva sentita due ore prima del bombardamento. Nicole gli aveva parlato della stanchezza per i turni lunghi e della voglia di tornare a casa. “Poi non ha più risposto”.
Cody Khork, 35 anni, originario di Winter Haven, in Florida
Laureato in scienze politiche, appassionato di storia, aveva sviluppato fin da giovane un forte senso patriottico. Si era arruolato nei riservisti quando era ancora molto giovane e aveva prestato servizio in diverse missioni, tra cui Arabia Saudita, Guantanamo e Polonia.
Nel corso della carriera aveva ricevuto vari riconoscimenti, tra cui l’Army Commendation Medal. “Aveva uno straordinario senso del dovere”, ha raccontato la madre Donna Burhans. Gli amici lo descrivono come una persona piena di energia. “Era l’anima della festa, riusciva sempre a far ridere tutti”, ha scritto su Facebook un amico.
Il sergente Noah Tietjens, 42 anni, viveva alla periferia di Omaha, in Nebraska
Abitava con la moglie e il figlio adolescente in una casa mobile. Oltre al servizio militare aveva una grande passione per le arti marziali: era cintura nera nelle arti marziali filippine e nel taekwondo e insegnava come istruttore.
Chi lo conosceva racconta di una persona disciplinata e molto rispettata. “Sul tatami e nell’esercito incarnava gli stessi valori: onore, disciplina e spirito di servizio”, hanno scritto sui social i membri della comunità delle arti marziali con cui si allenava.
Il più giovane: Declan Coady, appena vent’anni
Il più giovane tra i soldati uccisi è Declan Coady, appena vent’anni, originario di West Des Moines, nello Iowa. Avrebbe compiuto 21 anni il 5 maggio. Si era arruolato nei riservisti nel 2023 dopo aver fatto parte dei boy scout e stava studiando cybersecurity con il sogno di diventare ufficiale.
Solo una settimana prima dell’attacco aveva comunicato al padre di essere stato raccomandato per una promozione a sergente. Durante il corso aveva impressionato i superiori per le sue capacità. La promozione gli è stata conferita postuma, dopo la morte. È tornato negli Stati Uniti in una bara avvolta dalla bandiera americana.
Jeffrey O’Brien e l’ufficiale tecnico Robert Marzan,
Nelle ore successive il Pentagono ha reso noti anche gli ultimi due nomi. Si tratta del maggiore dei riservisti Jeffrey O’Brien, 45 anni, originario di Waukee, nello Iowa, e dell’ufficiale tecnico Robert Marzan, 54 anni, di Sacramento, California. Per quest’ultimo manca ancora la conferma definitiva dell’identificazione, che arriverà dopo gli esami medici sui resti.
Sei vite diverse, provenienti da Stati lontani tra loro, ma unite dallo stesso destino su una base militare nel Golfo. Sono le prime vittime americane di un conflitto che rischia di allargarsi e che, nelle ultime ore, ha fatto salire ulteriormente la tensione tra Washington e Teheran. La guerra, ancora una volta, comincia con i nomi dei soldati caduti.







