Notte di fuoco in Medio Oriente, infatti l’esercito israeliano è in stato di massima allerta dopo che una serie di massicci attacchi missilistici lanciati dall’Iran, ha squarciato il silenzio delle prime ore di oggi. L’escalation arriva in un momento di estrema tensione, subito dopo il discorso alla nazione del presidente statunitense Donald Trump focalizzato proprio sul conflitto nella regione.
Pioggia di fuoco su Israele
Il sistema di difesa aerea israeliano è entrato in azione per intercettare ondate multiple di vettori iraniani. Secondo le prime ricostruzioni della polizia, sono almeno nove i siti d’impatto individuati nel centro del Paese. Il bilancio provvisorio nell’area di Tel Aviv parla di quattro feriti, ma a preoccupare è la natura dei danni osservati.
I media locali riferiscono di distruzioni estese su aree molto vaste: un effetto che gli esperti attribuiscono all’impiego di munizioni a grappolo. Queste testate esplodono a mezz’aria, liberando decine di submunizioni letali su un perimetro esteso, moltiplicando la capacità distruttiva del singolo missile. Fortunatamente, le ondate successive di attacchi non avrebbero causato, al momento, ulteriori vittime.
L’offensiva di Hezbollah
Mentre il centro di Israele faceva i conti con i missili a lungo raggio, il confine settentrionale è diventato teatro di una nuova offensiva da parte di Hezbollah, il gruppo libanese filo-iraniano. Questi hanno affermato di aver preso di mira con missili soldati israeliani posizionati in due località della zona di confine e di aver attaccato con droni un villaggio israeliano. Allarmi sono risuonati in queste regioni, ha indicato il Comando del Fronte Interno israeliano, secondo cui gli attacchi non avrebbero fatto né vittime né danni.
Nonostante il Comando del Fronte Interno abbia confermato che questa specifica ondata non ha causato danni strutturali o feriti, la pressione su due fronti (Iran e Libano) spinge la regione verso un punto di non ritorno.







