Benjamin Netanyahu è morto in un raid iraniano a Tel Aviv. Ucciso insieme al capo del Mossad David Barnea durante una riunione operativa. La famiglia del premier sarebbe già fuggita negli Stati Uniti: il figlio Yair e la moglie Sara sarebbero a Miami da giorni.
È la storia che nelle ultime ore ha iniziato a rimbalzare sui social con la velocità tipica delle grandi rivelazioni geopolitiche del web. Una teoria diffusa in particolare su X e su diversi canali mediorientali secondo cui il premier israeliano, leader del governo di Benjamin Netanyahu, sarebbe rimasto ucciso durante un attacco missilistico iraniano.
Il problema è che mentre internet celebrava il suo funerale, lui stava tranquillamente bevendo un caffè.
La teoria della morte di Netanyahu che esplode sui social
La fake news nasce dall’incrocio di due video che hanno iniziato a circolare contemporaneamente online.
Il primo mostra un uomo ferito trasportato su una barella verso un’ambulanza dopo un bombardamento. Alcuni account hanno sostenuto che si trattasse proprio del premier israeliano, colpito durante un attacco collegato alla tensione militare tra Israele e Iran.
Il secondo video è invece una conferenza stampa ufficiale del premier. Alcuni utenti hanno isolato un fotogramma in cui la mano di Netanyahu sembra avere sei dita. Da lì è partita l’ipotesi che il video fosse stato generato con l’intelligenza artificiale e che il vero Netanyahu fosse già morto o ferito.
Una combinazione perfetta per il manuale del complottismo digitale.
Il ruolo dei media iraniani nella diffusione della notizia
La teoria è stata rilanciata anche da alcuni media iraniani. L’agenzia Tasnim News Agency, vicina ai Guardiani della Rivoluzione, ha ipotizzato che il premier israeliano potesse essere stato colpito durante un attacco, citando elementi circostanziali come l’assenza temporanea di nuovi video ufficiali e il rafforzamento delle misure di sicurezza attorno alla sua residenza.
Nel frattempo sui social circolavano anche riferimenti al capo del Mossad, David Barnea, che secondo alcune versioni della teoria sarebbe morto nello stesso attacco.
Netanyahu risponde con una tazzina di caffè
La risposta del diretto interessato è arrivata poche ore dopo.
Netanyahu ha pubblicato un video sul suo canale Telegram girato in un locale alla periferia di Gerusalemme. Nel filmato è seduto a un tavolino mentre sorseggia un caffè e chiacchiera con un collaboratore.
Dice di essere “morto dalla voglia di un caffè”, giocando con il doppio significato della parola “morto”. Poi alza la mano davanti alla telecamera e invita gli spettatori a contare le dita, prendendo in giro la teoria del fotogramma con sei dita.







