Il centro di Teheran si è risvegliato tra le macerie dopo un massiccio attacco condotto dalle forze congiunte di Stati Uniti e Israele. Il bilancio è pesante: la storica sinagoga Rafi-Nia, situata nella zona residenziale di via Rafinia, è stata completamente rasa al suolo. Secondo l’agenzia di stampa iraniana Mehr, l’onda d’urto del raid ha investito anche le abitazioni civili circostanti, causando gravi danni strutturali e scene di panico tra i residenti.
Le conferme arrivano anche dai media locali: il quotidiano Shargh, citando fonti Afp, ha ribadito la distruzione totale del luogo di culto. Sul posto sono ancora in corso le frenetiche operazioni di soccorso per estrarre eventuali superstiti dalle macerie e mettere in sicurezza l’area, mentre il fumo degli incendi oscura ancora il cielo della capitale.
Mojtaba Khamenei incosciente a Qom
Mentre le bombe cadono su Teheran, un terremoto politico si starebbe consumando nel silenzio della città santa di Qom. Un memorandum diplomatico riservato, basato su valutazioni dell’intelligence israeliana (Mossad) e statunitense (CIA), rivela che la nuova Guida Suprema Mojtaba Khamenei è attualmente in stato di incoscienza.
Il documento, ripreso dal britannico Times e dalla testata israeliana Ynet, descrive un quadro clinico critico: Khamenei Jr. sarebbe ricoverato in una struttura protetta, in “gravi condizioni che non gli consentono di partecipare ad alcun processo decisionale del regime”. Il fatto che le agenzie di intelligence occidentali fossero a conoscenza della sua esatta posizione a Qom da tempo suggerisce un monitoraggio costante sul cuore del potere iraniano, proprio nel momento di massima tensione militare con l’Occidente.







