Don Roberto Malgesini sarà Beato: il “prete degli ultimi” ucciso a Como entra nella storia della chiesa

don Roberto Malgesini – Ipa: @lacapitalenews.it

La notizia è arrivata come un soffio di speranza in una sera di marzo. Il cardinale Oscar Cantoni ha comunicato il “nihil obstat” del Dicastero delle Cause dei Santi: la fase diocesana per la beatificazione di don Roberto è ufficialmente aperta. «Siamo molto felici di questo primissimo, embrionale riconoscimento… lui, per tutti, è don Roberto, per la nostra famiglia è un figlio, è un fratello… è soltanto “Roby”», racconta la sorella di Don Roberto, Caterina Malgesini. Per la Chiesa è un potenziale beato, per la sua famiglia è il figlio e il fratello che non c’è più. «L’ho guardato e l’ho ringraziato», dice Caterina ricordando l’incontro con il Vescovo, definendo questa notizia una gioia attraversata da una malinconia profonda.

Su Don Roberto Malgesini

Era il 15 settembre 2020. Don Roberto, come ogni mattina, stava caricando l’auto con thermos di caffè, brioche e biscotti. Il “giro delle colazioni” era il suo rito quotidiano di carità tra i senza fissa dimora di Como. Proprio uno degli uomini che aveva sempre aiutato lo ha avvicinato e colto di sorpresa, colpendolo a morte. Un sacrificio silenzioso che ha scosso l’Italia intera. Oggi, quel seme caduto in terra sta portando frutti inaspettati: «Mi piacerebbe che i sacerdoti prendessero spunto dal suo modo di vivere la vocazione», è l’auspicio della sorella.

La Fondazione per continuare l’opera di Don Roberto

Il ricordo di don Malgesini non resterà chiuso nelle stanze del Vaticano o nei libri di preghiera. La famiglia e i suoi compagni di ordinazione stanno lavorando a un progetto ambizioso: una Fondazione a lui intitolata. L’obiettivo è trasformare il “metodo Roby” — fatto di prossimità, sguardi e aiuto incondizionato — in una struttura capace di sostenere i fragili. Non un’assistenza “dall’alto in basso”, ma una vicinanza che chiama ognuno per nome, proprio come faceva lui nelle strade di Como.

L’appello del Cardinale Cantoni al mondo

Per il Cardinale Oscar Cantoni, questa beatificazione è un segnale per tutta la società moderna, spesso anestetizzata dall’indifferenza. «La santità di don Roberto non è un’eccezione distante, ma una meta quotidiana», ha ribadito il Vescovo. Don Roberto è stato definito “Vangelo realizzato”, un uomo che non cercava i riflettori ma che ha lasciato una scia di luce indelebile. Dai volontari agli infermieri che hanno lavorato al suo fianco, il coro è unanime: don Roberto ha insegnato che la vera beatitudine non fa rumore, ma apre il cuore.