Previsioni meteo: cambia lo scenario europeo, verso NAO negativa, possibile ritorno di freddo e neve

foto di Meteored Italia

Gli ultimi aggiornamenti dei modelli globali, in particolare del Centro Europeo ECMWF (Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine), indicano un possibile cambio di scenario tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio.

Secondo quanto dichairato da Daniele Ingemi, meteorologo di Meteored Italia – alla base della nuova tendenza c’è l’indice NAO (North Atlantic Oscillation, Oscillazione Nord Atlantica), in progressiva virata verso valori negativi, un’evoluzione in grado di modificare la circolazione atmosferica sull’Europa, con effetti potenzialmente rilevanti anche sul Mediterraneo e sull’Italia.

NAO, l’indice che guida il meteo europeo: come funziona

L’indice NAO descrive il rapporto di pressione tra l’anticiclone delle Azzorre (nell’Atlantico subtropicale) e la depressione islandese (nell’atlantico settentrionale). In fase positiva favorisce correnti occidentali miti verso il Nord Europa e maggiore stabilità sul Mediterraneo. Una NAO negativa, invece, indebolisce il flusso zonale e può favorire configurazioni di blocco, aprendo la strada a possibili afflussi di aria fredda verso l’Europa meridionale.

Le ultime analisi indicano una NAO ancora positiva, ma in progressiva virata verso valori negativi nelle prossime due settimane, con possibile persistenza fino a febbraio.

I principali modelli, tra cui GFS (Global Forecast System) ed ECMWF, ipotizzano un indice in calo fino a valori prossimi a -3 entro fine gennaio, segnale di un blocco atlantico più marcato. Un’evoluzione significativa rispetto alle precedenti proiezioni, che prospettavano un quadro più neutro o positivo e che potrebbe protrarsi fino al termine di febbraio.

Come il fenomeno influenza il clima italiano e mediterraneo

Una NAO negativa favorisce lo spostamento verso sud della corrente a getto, consentendo l’ingresso di perturbazioni e aria fredda sul Mediterraneo. In inverno ciò si traduce spesso in un aumento delle precipitazioni su Centro-Sud Italia, a fronte di condizioni più secche sul Nord Europa.

“Per l’Italia, questo si traduce in un aumento delle probabilità di tempo instabile: piogge più frequenti, nevicate in quota sulle Alpi e Appennini, e possibili episodi di maltempo con venti forti.”

Una NAO negativa non implica automaticamente freddo su tutta l’Italia, ma aumenta solo la probabilità di scenari invernali. L’esito dipende dalla posizione del blocco anticiclonico e dall’interazione con altri indici atmosferici. Un blocco più occidentale può favorire afflussi freddi orientali, mentre uno spostamento verso est mantiene correnti più miti. Resta comunque confermata la correlazione tra NAO negativa e un aumento delle precipitazioni invernali.

Cosa aspettarsi dal mese di febbraio

Le proiezioni ECMWF per fine gennaio e febbraio indicano temperature vicine o leggermente sopra la media in Italia, con circa il 50-60% di probabilità di valori superiori al Nord. La NAO negativa porterà variabilità, alternando fasi anticicloniche a rapide incursioni fredde.

I modelli segnalano un Mediterraneo più umido, con rischio di piogge intense in Sicilia, Calabria e Sardegna e abbondanti nevicate sulle Alpi. Al Nord il tempo resterà in prevalenza asciutto e secco, ma l’arrivo di masse d’aria fredda potrebbe provocare nevicate fino a quote molto basse, persino in pianura.