Referendum sulla giustizia, il Premio Nobel per la Fisica, Parisi annuncia il No: “In gioco l’indipendenza della magistratura”

Giorgio Parisi – Premio Nobel per la Fisica

“In gioco l’indipendenza della magistratura”. Netto e chiaro il NO di Giorgio Parisi sul Referendum sulla giustizia. Il Premio Nobel per la Fisica, ha espresso un endorsement inatteso ma chiaro e determinato: voterà No al Referendum sulla giustizia. Lo ha annunciato in un’intervista a Repubblica, entrando con decisione nel dibattito pubblico dal mondo scientifico.

Parisi ha motivato la sua scelta: «Prima di essere uno scienziato sono un cittadino. E come cittadino mi interessa moltissimo difendere l’indipendenza della magistratura».

Parisi afferma che il referendum non è una questione tecnica ma essenzialmente una questione politica: «Lo scopo di questa consultazione è indebolire la magistratura. Noi ci schieriamo in difesa della sua autonomia, affinché i magistrati possano continuare a indagare anche sui politici, che non devono tornare a essere una casta di intoccabili».

Il Premio Nobel ha criticato tutti i nodi principali della riforma. Sul Consiglio Superiore della Magistratura dice chiaramente che : «Un Csm frammentato è infinitamente più debole di un consiglio unico, più grande e più solido». 

Sul meccanismo del sorteggio è altrettanto netto: «Si cerca di evitare la presenza di figure di prestigio. Persone scelte a caso sono più facilmente influenzabili. Sarebbe l’unico caso in Italia in cui i rappresentanti di un gruppo vengono sorteggiati».

Le parole  di Parisi non sono certo passate inosservate. E infatti hanno subito scatenato reazioni a catena e tante polemiche, soprattutto sui social. 

In un contesto di disaffezione e scarsa partecipazione, l’intervento del Nobel riporta al centro il rapporto tra politica, giustizia e garanzie democratiche.

Parisi afferma che la difesa delle istituzioni è un tema di straordinaria importanza che riguarda tutti i cittadini, non solo gli addetti ai lavori. E che l’indipendenza della magistratura è indiscutibile, ed è uno dei fondamenti su cui si poggia la nostra democrazia. Ed è assolutamente tutelata dalla Costituzione