Selvaggia Lucarelli passa a Mediaset, rivendica l’indipendenza e accusa Sanremo di essere diventato un palco politico

Selvaggia Lucarelli

Selvaggia Lucarelli approda al Grande Fratello Vip, ma invece di presentarsi in punta di piedi sceglie di entrare come fa sempre: lasciando dietro di sé una scia di irritazione trasversale. Non le basta spiegare che farà l’opinionista nella nuova edizione del reality al via il 17 marzo su Canale 5. Vuole subito mettere in chiaro un punto: lavorare a Mediaset non significa diventare addomesticata.

“Non sono un’aziendalista”: la sfida a Pier Silvio Berlusconi e il caso Fabrizio Corona

Mentre c’è chi sospetta che il suo ingaggio sia il premio per avere difeso Alfonso Signorini e la sua famiglia dagli attacchi di Fabrizio Corona, lei ribalta il tavolo e ricorda di avere pagato, semmai, proprio il prezzo delle sue posizioni contro l’ex re dei paparazzi. Selvaggia Lucarelli respinge anche l’idea che sul nuovo GF pesi davvero l’ombra del “caso Signorini”. Liquidando la faccenda con il suo stile, osserva che il reality “non è un concorso statale” “la selezione del rettore di un’università”, ma solo intrattenimento. A suo giudizio, proprio il clamore degli ultimi mesi rischierà di trasformarsi in pubblicità involontaria.

“Chi mi assume mette la dinamite in casa”: il ritorno della Lucarelli contro Le Iene

Selvaggia Lucarelli sa benissimo che la sua presenza a Mediaset farà storcere il naso a chi la considera incompatibile con certi mondi televisivi. Lei stessa non fa nulla per smussare il paradosso. Ricorda di avere condotto per anni una battaglia feroce contro Le Iene e osserva, quasi divertita, che se è riuscita perfino “a far eliminare un concorrente da Ballando con le stelle perché indossava la maglietta della X Mas”, allora non sarà certo l’appartenenza alla stessa rete a renderla mansueta. Anzi, il messaggio è persino più brutale: chi la chiama sa perfettamente “di essersi messo la dinamite in casa”. Non si definisce, infatti, “un’aziendalista di ferro” e dice senza troppi giri di parole di non essere il tipo che “bacia la pantofola al datore di lavoro”.

L’atto d’accusa contro l’egemonia di destra: “Giornalisti militarizzati e sentinelle”

Ma il passaggio più politico, e anche più esplosivo, arriva quando il discorso si sposta sullo stato della televisione. Lucarelli descrive un sistema in cui gli spazi “sono presidiati da giornalisti di destra”. E si spinge oltre: persino i programmi di puro intrattenimento sarebbero oggi occupati da figure riconducibili a quell’area. Fa un nome preciso, Tommaso Cerno, e lo descrive come “una sentinella dell’egemonia culturale di destra”, una presenza costante che confermerebbe un progetto più ampio. Secondo Lucarelli, il problema non è nemmeno più la censura: “Non ce n’è più bisogno”, osserva, perché gli spazi si sono ristretti talmente tanto da rendere superfluo perfino il bavaglio.

“Sanremo è diventato un palco politico”: l’affondo su Bocelli, Pausini e l’elicottero di Mogol

Ed è qui che arriva l’affondo sul Festival. Per Selvaggia Lucarelli, Sanremo è stato “la dimostrazione” più evidente di questo disegno politico. La sua accusa è netta: “La maggior parte degli ospiti erano simpatizzanti della destra”. E snocciola nomi: Andrea Bocelli, Laura Pausini, il comico Pucci, finoMogol, citato con una punta di veleno per quella partenza in elicottero “messo a disposizione dal governo”. Per Lucarelli, non sono coincidenze: “Mi sembra evidente che dietro ci fosse un progetto”. Sta dicendo che Sanremo sarebbe diventato un tassello di una precisa costruzione culturale, uno spazio in cui la destra avrebbe imposto la propria grammatica.

“Usata dai talk e odiata dai colleghi”: la verità sul rapporto con la Rai e il caso Pedretti

Selvaggia Lucarelli difende con ostinazione il proprio statuto ibrido: giornalista quando serve, intrattenitrice quando vuole. Ma il rapporto con la televisione resta ruvido. Racconta di essersi sentita spesso “usata dai talk politici”, chiamati quando serviva qualcuno capace di colpire duro il governo, per poi essere scaricata. Ricorda il caso della ristoratrice Giovanna Pedretti come una vicenda “molto sfortunata”, da cui dice di avere tratto una lezione: la necessità di “dosare le forze”. Con i colleghi televisivi, ammette, il rapporto resta “sempre pessimo”: si sente guardata con sospetto e invidia perché, sostiene, lei le notizie sa cercarle e trovarle.

Matrimonio in Puglia e difesa del neomelodico: perché Selvaggia sta con Sal Da Vinci

Perfino quando si alleggerisce, Selvaggia Lucarelli non rinuncia alla provocazione. Sul possibile matrimonio in Puglia, scherza sul fatto che Alberto Matano abbia “incastrato” Sal Da Vinci in diretta tv promettendole una sua esibizione. Ma il dettaglio mondano diventa subito politico: difende il cantante napoletano da chi lo ha liquidato come emblema di una napoletanità pacchiana. Trova quelle critiche “profondamente snob” e osserva che il neomelodico “è un pezzo di Napoli che esiste”.

Lucarelli cambia rete ma non il vizio di “mettere il dito nella piaga”

Alla fine, ciò che emerge è un classico di Selvaggia Lucarelli. Entra nel Grande Fratello Vip ma insiste sulla propria indipendenza. Lavora per Mediaset ma demolisce i programmi della stessa galassia. Difende il popolare contro lo snobismo, ma usa categorie politiche durissime per leggere Sanremo. Cambia rete ma non cambia mestiere: quello di mettere il dito dove sa che farà più male.