Un’inchiesta sugli appalti pubblici destinati alla ricostruzione delle aree colpite dal terremoto del 2016 scuote la Regione Marche e coinvolge anche un ex stretto collaboratore del presidente Francesco Acquaroli. Tra le otto persone arrestate dalla Guardia di Finanza di Ancona figura infatti l’avvocato maceratese Fabio Pistarelli, già capo di Gabinetto del governatore marchigiano fino al dicembre 2025, accusato di corruzione nell’ambito delle indagini sull’affidamento dei lavori pubblici.
L’operazione delle Fiamme Gialle ha portato anche al sequestro di beni per un valore complessivo di circa 57 milioni di euro, secondo quanto riportato nelle prime notizie sull’inchiesta. Un importo rilevante, che dà la misura economica degli accertamenti condotti dagli investigatori, pur non rappresentando di per sé la quantificazione di somme illecitamente percepite.
Le indagini si articolano in due filoni distinti: uno riguarda presunte condotte corruttive nell’assegnazione degli appalti, mentre l’altro si concentra su subappalti affidati ad aziende ritenute infiltrate dalla criminalità organizzata. È nel primo filone che risulta coinvolto Pistarelli, mentre il secondo non riguarda l’ex capo di Gabinetto.
Chi è l’ex capo di Gabinetto di Acquaroli?
Fabio Pistarelli è un avvocato maceratese ed esponente politico del centrodestra marchigiano. Fino al dicembre 2025 ha ricoperto l’incarico di capo di Gabinetto del presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli. Si tratta di una posizione di particolare rilievo nell’organizzazione amministrativa e politica della presidenza regionale, perché il capo di Gabinetto svolge funzioni di coordinamento e supporto diretto all’attività del governatore.
Il coinvolgimento di Pistarelli nell’inchiesta assume quindi una significativa rilevanza istituzionale, considerando il ruolo ricoperto fino a meno di un anno prima dell’operazione. Secondo quanto riferito dall’ANSA, l’avvocato è accusato di corruzione nell’ambito degli accertamenti relativi all’affidamento degli appalti pubblici per la ricostruzione post-terremoto.
Gli investigatori hanno effettuato anche una perquisizione nel suo studio professionale, alla ricerca di documenti e altri elementi utili alle indagini. L’arresto rappresenta una misura cautelare e non una condanna. Le accuse dovranno essere esaminate nelle successive fasi del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza.
Appalti per la ricostruzione del terremoto 2016: cosa indaga la Finanza
Al centro dell’inchiesta ci sono gli affidamenti pubblici collegati alla ricostruzione delle aree danneggiate dal terremoto che nel 2016 colpì duramente il Centro Italia. Le Marche furono tra le regioni maggiormente interessate dal sisma, che provocò vittime, distruzioni e danni estesi al patrimonio abitativo, agli edifici pubblici e alle attività economiche.
Da allora, la ricostruzione ha comportato l’impiego di ingenti risorse pubbliche, destinate a interventi strutturali e infrastrutturali. Proprio la gestione degli appalti finanziati con queste risorse è finita sotto la lente degli investigatori della Guardia di Finanza di Ancona.
Il primo filone dell’inchiesta riguarda presunte irregolarità nell’affidamento dei lavori e possibili condotte corruttive collegate alle procedure di assegnazione. È in questo contesto che viene contestato il reato di corruzione a Fabio Pistarelli.
Dalle prime informazioni diffuse non emergono ancora tutti i dettagli delle singole gare interessate, né le specifiche condotte che gli inquirenti attribuiscono all’ex capo di Gabinetto. Saranno gli atti del procedimento a chiarire il contenuto delle contestazioni e gli elementi raccolti a sostegno dell’accusa.
Il secondo filone: i subappalti e le presunte infiltrazioni criminali
Accanto alle indagini sulle presunte condotte corruttive, la Guardia di Finanza ha sviluppato un secondo filone investigativo riguardante i subappalti. In questo caso, l’attenzione si concentra sull’eventuale coinvolgimento di imprese ritenute infiltrate dalla criminalità organizzata nella realizzazione dei lavori pubblici.
Si tratta di un ambito particolarmente delicato, perché il sistema dei subappalti può prevedere diversi livelli di affidamento delle lavorazioni, rendendo necessario verificare non soltanto le imprese aggiudicatarie, ma anche quelle che intervengono successivamente nei cantieri. L’inchiesta mira ad accertare se alcune aziende abbiano ottenuto lavori attraverso rapporti o meccanismi riconducibili alla criminalità organizzata.
È importante precisare che, secondo le informazioni diffuse dall’ANSA, Fabio Pistarelli non risulta coinvolto in questo secondo filone. La distinzione tra le due parti dell’indagine è fondamentale per evitare di attribuire all’ex collaboratore di Acquaroli contestazioni diverse da quelle effettivamente riportate a suo carico.
Arrestato anche l’imprenditore Enrico Crucianelli
Tra le persone arrestate nell’operazione figura anche l’imprenditore edile Enrico Crucianelli. Secondo quanto riportato nelle prime informazioni sull’inchiesta, nei suoi confronti viene contestato un coinvolgimento esterno in un’associazione di stampo mafioso.
La posizione dell’imprenditore si inserisce nel quadro degli accertamenti sulle presunte infiltrazioni criminali nel settore degli appalti e dei subappalti. Anche in questo caso, la contestazione dovrà essere verificata nel corso del procedimento giudiziario.
La presenza di un’ipotesi di reato legata alla criminalità organizzata rende particolarmente rilevante il secondo filone investigativo, che riguarda la possibilità che risorse pubbliche destinate alla ricostruzione siano state intercettate da imprese collegate ad ambienti criminali. Al momento, tuttavia, le informazioni disponibili non consentono di ricostruire nel dettaglio i rapporti contestati né il ruolo attribuito a ciascuna delle persone coinvolte.
Sequestrati beni per circa 57 milioni di euro
Uno degli elementi più significativi dell’operazione riguarda il valore dei beni sottoposti a sequestro. Secondo le prime notizie, la Guardia di Finanza avrebbe eseguito sequestri per un importo complessivo di circa 57 milioni di euro.
La cifra evidenzia la dimensione economica dell’inchiesta, ma non deve essere confusa con l’ammontare di tangenti eventualmente accertate o con un danno erariale già definitivamente quantificato. Un sequestro disposto nell’ambito di un’indagine può infatti avere differenti finalità cautelari e patrimoniali, a seconda delle ipotesi di reato e dei provvedimenti adottati dall’autorità giudiziaria.
Per comprendere il significato preciso dell’importo sarà necessario conoscere il contenuto degli atti e la natura dei beni interessati. L’operazione coinvolge complessivamente otto persone, ma le posizioni individuali devono essere distinte sulla base delle specifiche contestazioni formulate dagli inquirenti.
Il caso Pistarelli e i riflessi politici sulla Regione Marche
L’arresto di Fabio Pistarelli è destinato ad avere ripercussioni anche sul piano politico, considerato il rapporto professionale e istituzionale che lo ha legato al presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli. L’avvocato ha infatti ricoperto fino al dicembre 2025 un incarico di vertice nello staff del governatore, esponente di Fratelli d’Italia.
La circostanza rende la vicenda particolarmente sensibile per l’amministrazione regionale, anche se il precedente rapporto professionale tra Pistarelli e Acquaroli non implica alcuna responsabilità del presidente nell’inchiesta. Sulla base delle informazioni diffuse, non risultano contestazioni nei confronti del governatore.
Resta invece da chiarire se le presunte condotte attribuite a Pistarelli siano riconducibili al periodo in cui ricopriva l’incarico istituzionale e quale relazione abbiano avuto, eventualmente, con le funzioni svolte. Sono aspetti che potranno essere definiti soltanto attraverso gli atti dell’indagine.
Ricostruzione post-sisma, la tutela dei fondi pubblici al centro dell’inchiesta
L’operazione della Guardia di Finanza riporta l’attenzione su un tema cruciale per i territori colpiti dal terremoto del 2016: la corretta gestione delle risorse destinate alla ricostruzione.
A dieci anni dal sisma, il completamento dei lavori rappresenta ancora una questione centrale per numerose comunità del Centro Italia. La destinazione dei finanziamenti pubblici, la regolarità delle procedure di affidamento e la verifica delle imprese coinvolte costituiscono elementi essenziali per garantire che le risorse raggiungano effettivamente gli interventi programmati.
L’inchiesta di Ancona dovrà stabilire se, e in quale misura, alcune procedure siano state alterate attraverso condotte corruttive o attraverso l’intervento di imprese collegate alla criminalità organizzata. Per il momento, il quadro emerso comprende otto arresti, sequestri per circa 57 milioni di euro e due distinti filoni investigativi.
Tra le persone coinvolte c’è Fabio Pistarelli, ex capo di Gabinetto del presidente delle Marche Francesco Acquaroli, accusato di corruzione. Il procedimento dovrà ora chiarire le responsabilità individuali e verificare se gli appalti destinati alla ricostruzione post-sisma siano stati condizionati da interessi illeciti.







