Una «prova formidabile» che potrebbe cambiare radicalmente gli scenari dell’inchiesta sul delitto di Garlasco. L’avvocato Liborio Cataliotti, difensore di Andrea Sempio insieme alla collega Angela Taccia, è convinto di avere individuato un elemento capace di mettere in discussione la ricostruzione della Procura di Pavia. Intervistato dal Tg1, il legale ha anticipato alcuni dettagli delle consulenze che saranno depositate entro il 18 ottobre, lasciando però in sospeso il risultato di uno degli accertamenti più importanti.
La promessa è di quelle destinate a far discutere: «Non vi dico il responso, ma vi sorprenderà». E sulla possibile portata della scoperta Cataliotti non usa mezzi termini: «Game over». Parole che arrivano mentre gli investigatori continuano a esaminare gli elementi raccolti contro Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007.
Garlasco, Cataliotti annuncia la prova che potrebbe cambiare tutto
La strategia della difesa di Andrea Sempio punta a contestare uno degli elementi materiali utilizzati per ricostruire i movimenti dell’assassino all’interno della villetta di via Pascoli.
Cataliotti ha spiegato che i consulenti hanno affrontato il problema attraverso strumenti e metodologie che, secondo il legale, permetterebbero di ottenere risultati più precisi rispetto alle valutazioni precedenti.
L’obiettivo è verificare se le tracce attribuite all’autore dell’omicidio siano compatibili con le caratteristiche fisiche dell’indagato. La conclusione annunciata dall’avvocato è particolarmente netta. Se la difesa riuscirà a dimostrare che quelle impronte non possono essere state lasciate da Sempio, sostiene Cataliotti, l’intera ricostruzione accusatoria potrebbe perdere un elemento fondamentale.
Si tratta, naturalmente, della valutazione del difensore. Le conclusioni dovranno essere esaminate dalla Procura e sottoposte al confronto con gli altri dati investigativi.
L’impronta numero 6 e il lavoro dei consulenti sulle scarpe Frau
Al centro degli accertamenti si trova l’impronta numero 6, individuata all’ingresso del bagno della villetta di Garlasco. La difesa è partita dalle fotografie realizzate dai carabinieri del Ris di Parma nel 2007. Attraverso un lavoro di ricostruzione tridimensionale, i consulenti hanno ricavato un modello della traccia per studiarne dimensioni e caratteristiche.
Per effettuare i confronti sono state recuperate quattro scarpe Frau dello stesso modello e con la medesima tipologia di suola, nelle misure comprese tra il 40 e il 43.
Gli esperti hanno quindi analizzato lo spazio interno disponibile per il piede, cercando di stabilire se potesse essere compatibile con quello di Andrea Sempio. Secondo Cataliotti, il risultato escluderebbe la compatibilità tra il piede dell’indagato e la calzatura che avrebbe prodotto l’impronta.
Il legale parla di una differenza superiore ai due centimetri, un dato che considera particolarmente significativo per sostenere l’estraneità del proprio assistito.
Radiografie, ortopedici e antropologi: il risultato che Cataliotti non vuole ancora svelare
Il punto più delicato riguarda però una possibile obiezione: il piede di Andrea Sempio potrebbe essere cresciuto nei quasi vent’anni trascorsi dall’omicidio?
Per rispondere, la difesa ha coinvolto specialisti di diverse discipline. Cataliotti ha spiegato di aver fatto eseguire radiografie e di aver chiesto il contributo di un ortopedico e di un antropologo universitario.
Gli esperti hanno studiato come cambiano le dimensioni del piede tra i 18 e i 38 anni, prendendo in considerazione lo sviluppo delle strutture ossee e dei tessuti.
Proprio su questo accertamento il legale ha scelto di mantenere il riserbo. Intervistato dal Tg1, ha anticipato che il risultato potrebbe sorprendere, senza rivelarne integralmente il contenuto.
La difesa sostiene inoltre di disporre di due testimonianze e di un’intercettazione ambientale della madre di Sempio che confermerebbero un particolare importante: l’indagato avrebbe portato il numero 44 già nel 2007.
Se questo dato venisse confermato e risultasse incompatibile con le dimensioni della traccia, rappresenterebbe un elemento a favore della posizione difensiva.
Impronta 33 e Dna sotto le unghie di Chiara: la difesa prepara la controffensiva
Le nuove consulenze non si limitano alle impronte delle scarpe. Gli avvocati di Sempio intendono contestare anche altri elementi considerati rilevanti nell’indagine. Uno di questi è l’impronta 33, la traccia palmare individuata sulla parete della scala che conduce alla cantina.
La difesa ha ripetuto alcuni esperimenti utilizzando la ninidrina, un reagente chimico impiegato per evidenziare determinate tracce papillari. I consulenti hanno effettuato prove con sangue, sudore e altri materiali biologici, osservando le differenti reazioni cromatiche.
L’obiettivo è contestare l’interpretazione della traccia e il suo eventuale collegamento con il sangue. Un altro fronte riguarda il materiale genetico trovato sotto le unghie di Chiara Poggi.
Secondo le conclusioni attribuite alla perita Denise Albani, il materiale presenta un aplotipo del cromosoma Y compatibile con la linea paterna di Sempio, ma non consente di identificare individualmente una persona. Cataliotti considera quindi il risultato un dato neutro, incapace di dimostrare da solo la presenza del suo assistito sulla scena del delitto.
La sorpresa potrebbe riguardare anche Alberto Stasi
Le conclusioni anticipate dalla difesa potrebbero avere conseguenze che vanno oltre la posizione di Andrea Sempio. Secondo Cataliotti, la calzatura compatibile con l’impronta dell’assassino sarebbe più piccola del numero 42, misura mediamente attribuita ad Alberto Stasi.
L’avvocata Angela Taccia ha confermato ai giornalisti che gli accertamenti della difesa fanno riferimento a una misura compresa tra il 39 e il 40. Una circostanza che, se verificata, potrebbe essere presa in considerazione anche dai legali di Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi.
Cataliotti ha comunque precisato che il suo lavoro riguarda la posizione di Sempio e che non intende esprimere valutazioni sulla responsabilità di Stasi. L’eventuale incompatibilità di una traccia con una determinata misura di scarpa, inoltre, dovrà essere valutata insieme alla sua effettiva attribuzione all’assassino e agli altri elementi del procedimento.
Garlasco, consulenze entro il 18 ottobre: la Procura dovrà valutare la «prova formidabile»
Il prossimo passaggio sarà il deposito delle consulenze difensive, previsto entro il 18 ottobre. A quel punto la Procura di Pavia potrà esaminare nel dettaglio le analisi e confrontarle con gli elementi raccolti durante le indagini.
Gli avvocati di Sempio chiedono che gli accertamenti vengano valutati attraverso una perizia nel contraddittorio tra le parti, possibilmente prima dell’eventuale udienza preliminare.
La difesa ha inoltre preparato un’eccezione di incostituzionalità, sostenendo che la revisione della condanna di Alberto Stasi dovrebbe precedere un eventuale processo a carico di Andrea Sempio. È una posizione giuridica avanzata dai legali, sulla quale dovranno eventualmente pronunciarsi i giudici.
Nel frattempo, l’annuncio di Cataliotti ha riacceso l’attenzione sul caso. L’espressione «prova formidabile» e la promessa di un risultato sorprendente alimentano le aspettative, ma il valore effettivo delle nuove consulenze potrà essere stabilito soltanto dopo il loro esame.
Per Andrea Sempio, che respinge ogni coinvolgimento nell’omicidio, si tratta di un passaggio potenzialmente importante nella strategia difensiva. Resta indagato e beneficia della presunzione di innocenza. La partita giudiziaria, dunque, è tutt’altro che conclusa. Ma Cataliotti ha già scelto le parole con cui presentare la sua prossima mossa: «Game over».







