Garlasco, sms di Sempio nel pc di Chiara Poggi. Nel caso Garlasco ogni elemento riemerso dal passato ha un peso specifico enorme, anche quando sembra marginale. Le nuove analisi sul computer di Chiara Poggi, eseguite cercando in modo mirato il nome di Andrea Sempio, riportano alla luce due messaggi del 2006 e, soprattutto, un dato che rischia di spostare ancora una volta il baricentro della lettura investigativa. Il nome dell’attuale indagato compare nei file, ma non nel modo più diretto e lineare che ci si potrebbe aspettare.
Gli accertamenti informatici si sono concentrati su tutte le occorrenze della parola “Sempio” all’interno di conversazioni e documenti archiviati. Il risultato è stato duplice. Da una parte, il nome emerge all’interno di scambi tra amici storici di Marco Poggi, il fratello della vittima, tra cui Freddi, De Asibetti e Capra. Dall’altra, e questo è il passaggio più rilevante, sono stati individuati due messaggi attribuiti proprio ad Andrea Sempio e inviati a Marco Poggi, conservati nel computer di famiglia.
Garlasco, sms di Sempio nel pc di Chiara Poggi: cosa è stato trovato davvero
I contenuti sono tutt’altro che misteriosi. Il primo messaggio, datato 25 maggio 2006, riguarda il superamento dell’esame di teoria per la patente: «Avevi pure il dubbio che non lo passavo? Comunque l’ho passato con due errori e dalla prossima settimana si inizieranno le guide». Il secondo, del 2 agosto dello stesso anno, è legato all’organizzazione di un appuntamento per un esame: «Freddi mi ha detto che all’esame è tra i primi, quindi vado là verso le 9. Al massimo ci vediamo lì». Comunicazioni normali, quotidiane, che confermano un rapporto tra Sempio e Marco Poggi inserito in una rete di amicizie condivise.
Ma il punto non è quello che c’è. Il punto è quello che non c’è. Nel computer di Chiara Poggi non è stata trovata alcuna traccia di comunicazioni dirette tra lei e Andrea Sempio. Nessuna chat, nessun messaggio, nessun contatto. Gli esperti incaricati delle analisi, Porta e Occhetti, hanno confermato in modo netto questa assenza, che si inserisce in continuità con quanto già emerso nelle precedenti fasi investigative.
Un nome che circola, un rapporto che non esiste
È un dato che, letto superficialmente, potrebbe sembrare secondario. In realtà è quello che pesa di più. Perché da una parte emerge una presenza indiretta dell’indagato all’interno del contesto relazionale del fratello della vittima, dall’altra manca completamente il legame diretto con Chiara. Una frattura che non chiude il quadro, ma lo rende più complesso.
Nel caso Garlasco non sono solo le tracce a parlare, ma anche i vuoti. E questo è uno di quei vuoti che non passano inosservati. Le nuove analisi non introducono elementi accusatori diretti, ma consolidano un punto già noto: Andrea Sempio compare nell’ambiente, nelle relazioni, nelle conversazioni tra amici, ma non entra mai, almeno sul piano digitale, nella sfera personale della vittima. È proprio questa distanza, più che la presenza di due messaggi ordinari, a lasciare aperta la domanda più difficile. Perché c’è il nome, c’è il contesto, ma manca il contatto. E nel caso Garlasco, ogni assenza continua a pesare quanto una prova.







