Il ciclone Harry ha colpito con una violenza eccezionale il Sud Italia, trasformando coste, strade e centri abitati in scenari di emergenza. Sicilia, Calabria e Sardegna sono le regioni più duramente colpite da un’ondata di maltempo che non accenna a diminuire e che ha già prodotto danni ingentissimi, evacuazioni forzate e gravi disagi alla mobilità. Dal Parlamento è arrivato l’annuncio politico più atteso: lo stato di emergenza è stato formalmente richiesto per tutte e tre le regioni.
A comunicarlo è stato Matteo Salvini, intervenendo al question time alla Camera. “È stato chiesto lo stato di emergenza per Calabria, Sicilia e Sardegna”, ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, assicurando rapidità negli interventi e nel sostegno ai territori colpiti. Una dichiarazione che fotografa la gravità della situazione e apre la strada a misure straordinarie per fronteggiare l’impatto del ciclone.
In Sicilia l’emergenza è diffusa e continua. A Palermo otto persone, tra cui due bambini, sono state evacuate da abitazioni seminterrate invase dall’acqua a causa delle mareggiate. Le criticità maggiori si sono registrate nelle aree portuali: nel porticciolo dell’Arenella un’auto è finita in mare, mentre al molo Trapezoidale il distacco di due pontili ha messo a rischio oltre venti imbarcazioni, salvate solo grazie a un intervento notturno dei vigili del fuoco in condizioni meteo proibitive. In tutta l’isola sono impegnati 1.480 pompieri, con turni ininterrotti.
Il Messinese paga un prezzo altissimo. A Santa Teresa di Riva circa 800 metri di lungomare sono stati devastati dalla furia del mare, con interruzioni idriche ed elettriche che hanno lasciato al buio gran parte del comune. Blackout anche a Letojanni. Nel comprensorio di Taormina i danni sono ovunque: voragini sul lungomare, strade invase dall’acqua, stabilimenti e piattaforme balneari distrutti, crolli di muraglioni e parapetti. A Giardini Naxos la protezione civile ha evacuato abitazioni a rischio, mentre due anziani turisti canadesi sono stati trasferiti d’urgenza in una struttura del centro storico.
Situazione critica anche a Catania, in particolare alla Plaia, dove diverse famiglie sono state costrette a lasciare le case. Nel tratto di lungomare tra piazza Europa e Ognina una parte del costone roccioso ha ceduto, compromettendo carreggiata e pista ciclabile. Il borgo marinaro di San Giovanni Li Cuti è stato invaso dai marosi, con locali e arredi urbani distrutti. Il lavoro di messa in sicurezza è proseguito per tutta la notte, tra strade trasformate in fiumi e accumuli di detriti. Secondo il presidente della Regione Renato Schifani, i danni in Sicilia superano già il mezzo miliardo di euro.
La mobilità è in forte sofferenza. Numerose strade provinciali sono state chiuse per frane e smottamenti, dalla zona di Siracusa all’Ennese e al Messinese. Interrotti tratti di statali strategiche, con centri parzialmente isolati. Pesanti anche le conseguenze sulla rete ferroviaria: sospese le linee Palermo-Catania, Palermo-Trapani, Siracusa-Catania e Siracusa-Modica, mentre la circolazione riprenderà gradualmente solo nelle prossime ore dopo verifiche tecniche.
In Sardegna il ciclone ha colpito con raffiche oltre i 120 chilometri orari e piogge torrenziali. In due giorni è caduta la stessa quantità d’acqua che normalmente si registra in quattro mesi. L’allerta rossa è stata prorogata su gran parte dell’isola. La statale 195 tra Cagliari e Capoterra è stata devastata dalle mareggiate, con cedimenti del manto stradale. A Capoterra e Sinnai decine di famiglie sono state evacuate, mentre a Cagliari il mare ha invaso il quartiere del Poetto raggiungendo chioschi e ristoranti. Danni gravi anche nel Nuorese e nell’Ogliastra, con onde oltre i sei metri che hanno colpito porti e abitazioni costiere.
La Calabria affronta un’emergenza analoga. A Catanzaro Lido il mare ha scavalcato il lungomare sommergendo strade, auto e attività commerciali. Il Comune ha invitato la popolazione a restare lontana dalle zone costiere e a non esporsi inutilmente al pericolo. A Crotone la Capitaneria di porto ha disposto il blocco delle attività portuali a Cirò Marina e Le Castella, vietando la navigazione fino alla fine dell’allerta. Sulla linea ferroviaria Battipaglia–Paola la circolazione è ripresa ma resta fortemente rallentata, con possibili cancellazioni.
Nelle prossime ore il ciclone Harry continuerà a sferzare soprattutto la Calabria ionica, con onde previste fino a otto metri, piogge intense e vento forte, mentre in montagna sono attese nevicate abbondanti oltre i mille metri. Il quadro resta in evoluzione, ma una certezza emerge con chiarezza: l’emergenza è nazionale e il conto, in termini di danni e sicurezza, è appena cominciato.







