Milano droga nelle fognature: cocaina record e ketamina in aumento per la capitale dello sballo

Milano droga nelle fognature

Milano droga nelle fognature. È lì che si misura con precisione ciò che accade sopra, tra locali, case e uffici. La città si guarda allo specchio e, ancora una volta, non è un bel vedere. Solo che lo specchio non è una statistica generica, né un sondaggio telefonico, né una sensazione da bar. È il depuratore di Nosedo, il grande ventre nascosto della città, quello che raccoglie e restituisce una verità molto più concreta: cosa circola davvero nei corpi dei milanesi. E tra le sostanze che emergono dalle analisi sulle acque reflue la parola che pesa di più è sempre la stessa: cocaina.

Da anni il monitoraggio viene condotto dall’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, che analizza una settimana campione “normale”, senza eventi eccezionali e senza piogge troppo intense, così da evitare alterazioni nei risultati. I dati di Milano vengono poi inseriti nella maxi mappa europea del progetto coordinato dal gruppo SCORE insieme alla European Union Drugs Agency, una delle rilevazioni più interessanti per capire come cambiano i consumi reali di sostanze stupefacenti nel continente.

Cocaina record a Milano, il sabato resta il giorno più pesante

Il dato che balza agli occhi è quello della cocaina. Milano arriva a 424 milligrammi al giorno ogni mille persone, confermando una crescita che va avanti da tre anni. Non è un dettaglio tecnico, è un segnale netto. Vuol dire che il consumo non solo non arretra, ma continua a consolidarsi. E soprattutto disegna una geografia molto precisa: il picco si registra il sabato, cioè quando la città si consegna alla notte, alla movida, alla corsa a un divertimento che spesso ha un conto nascosto.

Il fatto che la stessa dinamica emerga anche in molte città dell’Ovest e del Sud Europa, da Barcellona ad Atene, non consola affatto. Semmai colloca Milano dentro una rete urbana dove lo sballo è diventato una componente quasi strutturale del fine settimana. Il punto, però, è che qui non si parla di impressioni moralistiche o di allarmismi da talk show: si parla di tracce misurate scientificamente nelle acque, secondo il metodo della wastewater-based epidemiology, ormai considerato tra i più affidabili per leggere i consumi collettivi.

Ketamina in aumento, e il weekend smentisce l’alibi ospedaliero

Se la cocaina resta la regina tossica della città, la ketamina è la sostanza che più segnala un cambiamento in corso. I valori sono passati da 24,92 microgrammi al giorno ogni mille persone nel 2024 a 26,8 nel 2025. Anche qui il picco cade di sabato. Ed è proprio questo il dettaglio che rende il dato ancora più eloquente.

La ketamina, infatti, non è solo una droga da contesto ricreativo: è anche un anestetico usato in ambito medico. Ma se l’aumento si concentra nel fine settimana, quando l’attività ospedaliera ordinaria si riduce, diventa difficile sostenere che il fenomeno dipenda da un uso clinico. Il segnale va da un’altra parte, e racconta una sostanza che sta guadagnando spazio nei circuiti del consumo urbano, pur restando lontana dai livelli osservati in Belgio, Germania e Paesi Bassi.

Milano droga nelle fognature: mdma in salita, cannabis in calo

Il quadro tracciato dalle fognature milanesi non si ferma a cocaina e ketamina. Anche l’Mdma continua a salire, seguendo una tendenza che si è rafforzata nel periodo post-Covid. È il segno di una ripresa piena dei consumi legati ai contesti festivi, ai club, agli eventi, alla socialità ad alta intensità. La capitale europea di questa sostanza resta Amsterdam, ma Milano mostra una traiettoria che merita attenzione.

Diverso, invece, il discorso sulla cannabis, che dopo una fase di sostanziale stabilità registra un calo. Qui il comportamento dei consumi è differente: le tracce non si addensano nel weekend, ma si distribuiscono lungo tutta la settimana. È una differenza che conta, perché distingue il consumo abituale da quello più marcatamente legato alla dimensione dello sballo occasionale.

Poche variazioni, infine, per amfetamina e metamfetamina, che a Milano restano molto meno diffuse rispetto a quanto accade nel Nord Europa. Anche questo contribuisce a definire il profilo cittadino: meno sostanze da scenario estremo, più cocaina, più ketamina, più droghe da prestazione, da notte lunga, da socialità alterata.

La ricercatrice Sara Castiglioni, che guida il laboratorio di Indicatori epidemiologici ambientali del Mario Negri, invita comunque a leggere questi numeri dentro un quadro più ampio, integrandoli con dati clinici, tossicologici, questionari e sistemi di allerta sulle nuove sostanze. Ed è probabilmente questo il punto più serio della vicenda. Le fognature parlano, eccome. Ma non bastano da sole a spiegare tutto. Bastano però a dire una cosa con chiarezza: sotto la superficie elegante, produttiva e internazionale di Milano, continua a scorrere una capitale dello sballo che nessuno può più fingere di non vedere.