Da una parte Trump sembrerebbe aver perso la pazienza e l’esercito usa si tiene pronto, dall’altra c’è Teheran che si sta già preparando ad un possibile attacco. A riferirlo a Cbs News sono state alcune fonti informate. Il nocciolo della questione è questo: in un incontro nella Situation Room, alti funzionari della sicurezza nazionale americana hanno detto a Donald Trump che già da sabato l’esercito è pronto per potenziali attacchi contro l’Iran, ma è probabile che i tempi per qualsiasi azione vadano oltre questo fine settimana. Funzionari del Pentagono e della Casa Bianca precisano al New York Time che il presidente non ha ancora preso una decisione su come procedere. Ma la probabilità che questo accada sta salendo al 90% secondo Axios,
Venti di guerra alla vigilia del Board of Peace per Gaza
Tutto ciò avviene alla vigilia del primo Board of Peace per Gaza a Washington. Proprio in questo momento, mentre mantengono aperti i negoziati sul nucleare, USA e Iran si stanno preparando allo scontro. A mettere in guardia sullo scenario peggiore è Axios, secondo cui l’amministrazione Trump è più vicina a una guerra in Medio Oriente di quanto la maggior parte degli americani pensi.
«Il capo si sta spazientendo. Alcune persone intorno a lui lo mettono in guardia dall’andare in guerra con l’Iran, ma penso che ci sia il 90% di probabilità che vedremo un’azione militare nelle prossime settimane». A dirlo è un consigliere di Donald Trump, descrivendo un clima di crescente tensione alla Casa Bianca.
Il rafforzamento militare americano
I segnali di un possibile intervento ci sono. Il dispositivo militare statunitense nell’area comprende ora due portaerei, una dozzina di navi da guerra, centinaia di caccia e diversi sistemi di difesa aerea. Parte di questa potenza di fuoco è ancora in arrivo. Tra le unità attese c’è la USS Gerald R. Ford, che potrebbe attraversare in queste ore lo Stretto di Gibilterra insieme alla sua scorta. Nella regione è già operativa la USS Abraham Lincoln, che naviga al largo delle coste dell’Oman. Solo nelle ultime 24 ore, altri 50 caccia — F-35, F-22 e F-16 — sono stati inviati nell’area, nell’ambito di un ponte aereo che prosegue senza sosta da due giorni.
La risposta di Teheran
Anche Teheran si sta preparando a un possibile confronto. Le autorità iraniane stanno dispiegando le proprie forze, decentralizzando la catena di comando e rafforzando i siti nucleari. Parallelamente è stata intensificata la repressione del dissenso interno.
Tra le ultime mosse, l’annuncio di un’esercitazione navale congiunta con Mosca nello Stretto di Hormuz, via d’acqua strategica tra il Golfo Persico e l’Oceano Indiano attraverso cui transita circa un quinto delle forniture mondiali di petrolio. Le manovre sono previste non lontano dalla portaerei americana già presente nell’area. «Più pericolosa della nave da guerra americana è l’arma che può mandarla in fondo al mare», aveva minacciato la guida suprema iraniana, Ali Khamenei.
I leader iraniani temono un attacco che possa interrompere la catena di comando. Per questo i pasdaran hanno annunciato il ripristino della strategia di “difesa a mosaico”, che attribuisce maggiore autonomia decisionale ai comandanti sul campo. Il Comune di Teheran ha inoltre individuato stazioni della metropolitana, parcheggi e altri spazi urbani che potrebbero essere utilizzati come rifugi antiaerei.
Secondo immagini satellitari pubblicate dall’Institute for Science and International Security, centro studi con sede a Washington, l’Iran starebbe conducendo lavori nei propri siti nucleari per migliorarne la protezione in caso di attacco.
Secondo Axios, un’eventuale operazione militare americana contro l’Iran sarebbe una campagna massiccia della durata di settimane, più simile a una guerra vera e propria che ai raid mirati condotti il mese scorso in Venezuela. È probabile che si tratterebbe di un’azione congiunta tra Stati Uniti e Israele. Un conflitto di questa portata avrebbe un impatto drammatico sull’intera regione, mentre leader arabi e musulmani stanno esercitando pressioni per evitare l’escalation.







