Una situazione critica, che non riguarda solo Orvieto ma che riflette problemi strutturali dell’intero sistema penitenziario umbro e nazionale. È quanto emerge dalla visita al carcere di Orvieto effettuata da una delegazione del Partito Democratico, guidata dal senatore Walter Verini, segretario della Commissione Giustizia e capogruppo Pd in Antimafia, insieme ai rappresentanti del gruppo consiliare comunale.
La visita è arrivata dopo gli episodi di violenza verificatisi nei giorni scorsi all’interno dell’istituto, culminati anche con la devastazione dell’infermeria. Un allarme lanciato dai sindacati della polizia penitenziaria che ha spinto il Pd a chiedere un sopralluogo diretto. “Abbiamo raccolto l’appello degli agenti – ha spiegato Verini – per verificare di persona una situazione che definire preoccupante è poco”.
Il quadro emerso è quello di un carcere fortemente sovraffollato, con una capienza superata del 130 per cento. Le celle, secondo quanto riferito, non garantiscono i requisiti minimi di spazio e vivibilità previsti dalle norme europee, a partire dalla Cedu. A questo si aggiunge una carenza pesantissima di personale: mancano quasi la metà degli agenti di polizia penitenziaria necessari a garantire sicurezza e gestione ordinaria.
Ancora più allarmante la situazione sul fronte sanitario. “Dopo le 20 – ha denunciato Verini – non c’è più né un medico né un infermiere. In caso di emergenza questa è una condizione semplicemente inaccettabile”. Una criticità che riguarda in particolare i detenuti più fragili, come i tossicodipendenti e le persone con problemi di salute mentale.
Secondo il senatore dem, le stesse difficoltà si riscontrano anche negli istituti di Spoleto, Terni e Perugia. Per questo il Partito Democratico chiederà un intervento immediato al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, al ministro della Giustizia e al nuovo Provveditorato regionale, affinché venga rafforzata la dotazione di agenti e potenziata l’assistenza sanitaria. Tra le richieste anche un maggiore ricorso alle misure alternative alla detenzione per chi ne ha diritto, così da ridurre il sovraffollamento.
Accanto alla denuncia, dalla visita è arrivato anche il riconoscimento di un’esperienza positiva. La capogruppo Pd in Consiglio comunale, Cristina Croce, ha ricordato come il carcere di Orvieto sia stato negli anni un punto di riferimento per i progetti di reinserimento sociale dei detenuti, grazie a percorsi di lavoro di pubblica utilità avviati già dal 2014. “È una strada che va proseguita – ha sottolineato – perché il reinserimento dignitoso è parte essenziale della funzione rieducativa della pena”.
La visita, ha concluso Verini, non resterà un gesto simbolico. “Da qui partiranno iniziative concrete. Il carcere è un luogo dello Stato e non può essere lasciato in queste condizioni, né per chi vi lavora né per chi vi è detenuto”.







