Santanchè verso l’addio a FdI: l’ex ministra va con Vannacci dopo lo strappo con Meloni?

Daniela Santanchè

Santanchè verso l’addio a FdI. Non è solo una questione personale. È un passaggio politico che rischia di lasciare segni profondi dentro la maggioranza. Dopo le dimissioni dal ministero del Turismo, Daniela Santanchè si trova al centro di un nuovo scenario che potrebbe cambiare gli equilibri della destra italiana. Le indiscrezioni parlano di una possibile uscita da Fratelli d’Italia e di un approdo nel progetto politico guidato dal generale Roberto Vannacci, Futuro Nazionale. Per ora si tratta di rumors, ma abbastanza insistenti da non poter essere ignorati.

Il punto di partenza è lo strappo consumato con Giorgia Meloni. Le dimissioni della Santanchè non sono arrivate in un clima disteso, ma al termine di una pressione politica crescente che, secondo diverse letture interne, avrebbe portato a una vera e propria rottura. C’è chi parla apertamente di “epurazione”, chi invece di una scelta necessaria per tutelare il governo. In mezzo resta una frattura che difficilmente si ricomporrà nel breve periodo.

Il nodo politico: rottura personale o strategia?

Dentro Fratelli d’Italia il caso Santanchè non viene letto soltanto come un passaggio amministrativo. È una questione di linea politica e di gestione del consenso. La premier ha scelto di intervenire con decisione, nonostante l’assenza di condanne definitive nei procedimenti in corso che riguardano l’ex ministra. Una scelta che qualcuno, anche dentro la stessa area politica, fatica a digerire.

La critica più ricorrente riguarda proprio il principio garantista più volte rivendicato. Per una parte della base e di alcuni osservatori, il passo indietro della Santanchè arriva troppo presto, in una fase ancora aperta sul piano giudiziario. Per altri, invece, il tema è puramente politico: evitare che il caso potesse diventare un peso continuo per l’esecutivo.

È su questo terreno che nasce l’ipotesi di un cambio di campo. Futuro Nazionale, il progetto legato a Vannacci, viene descritto da alcuni come uno spazio politico più identitario, più radicale, dove la Santanchè potrebbe trovare una collocazione coerente con la sua storia e il suo profilo.

Futuro Nazionale e l’ipotesi di un nuovo asse a destra

L’eventuale ingresso dell’ex ministra nel movimento di Vannacci avrebbe un significato che va oltre il singolo passaggio personale. Rappresenterebbe un segnale politico preciso: la possibilità di costruire un polo alternativo alla linea attuale di Fratelli d’Italia, più spostato su posizioni definite da alcuni come “destra pura”.

Al momento, però, non ci sono conferme ufficiali. Nessun annuncio, nessuna adesione formale. Solo valutazioni in corso e contatti che, secondo le ricostruzioni, sarebbero già avviati. Ma in politica, soprattutto in questa fase, anche i segnali informali pesano.

Il dopo Santanchè: le mosse di Palazzo Chigi

Parallelamente, il governo deve gestire un problema concreto: la guida del ministero del Turismo. La casella è rimasta scoperta in un momento delicato e Palazzo Chigi sta valutando le opzioni.

La prima ipotesi è quella di un interim diretto da parte della presidente del Consiglio. Una soluzione che garantirebbe controllo immediato ma che difficilmente può essere sostenuta a lungo, considerando il carico già elevato di responsabilità.

La seconda strada porta a un nome interno a Fratelli d’Italia. Tra quelli che circolano con maggiore insistenza c’è quello di Gianluca Caramanna, deputato e responsabile del turismo del partito, con un profilo tecnico costruito proprio su quel settore. Una scelta che garantirebbe continuità politica, ma che dovrebbe fare i conti con le dinamiche interne e con le prassi non scritte del partito, che raramente assegna incarichi di primo piano al primo mandato parlamentare.

Santanchè verso l’addio a Fratelli d’Italia

La vicenda Santanchè non si esaurisce quindi nelle dimissioni. È un passaggio che apre più fronti: quello giudiziario, ancora in evoluzione; quello politico, con la possibile ridefinizione degli equilibri a destra; quello interno alla maggioranza, dove il tema del garantismo e della gestione dei casi sensibili resta sul tavolo.

E poi c’è il fattore tempo. Le prossime scadenze elettorali non sono lontane e ogni movimento, ogni cambio di casacca, ogni nuova alleanza può pesare più di quanto sembri oggi. Se davvero Santanchè dovesse lasciare Fratelli d’Italia per abbracciare il progetto di Vannacci, non sarebbe solo una scelta individuale. Sarebbe il segnale che qualcosa, dentro quel blocco politico, si sta muovendo.

Per ora restano le voci. Ma a Roma, quando le voci diventano insistenti, raramente restano tali a lungo.