Il principe Andrew torna al centro delle polemiche, e questa volta il passato riemerge con nuovi dettagli che riaprono una vicenda mai davvero chiusa. A rilanciare il caso è il cronista reale Robert Jobson, che in un documentario dedicato alla famiglia reale britannica ha ricostruito i retroscena del famoso “weekend di caccia” citato dall’ex duca di York durante la sua disastrosa intervista a Newsnight nel 2019.
In quell’occasione, davanti alle domande della giornalista Emily Maitlis, Andrew aveva respinto ogni interpretazione scandalistica, riducendo l’evento a una normale battuta di caccia tra amici. Ma secondo Jobson la realtà raccontata dal personale della residenza reale di Sandringham sarebbe stata ben diversa. Il cronista sostiene che alcuni aspetti della festa avrebbero lasciato lo staff “sotto shock”, con dettagli che contrasterebbero nettamente con la versione offerta dal principe. Un’immagine che, sempre secondo Jobson, avrebbe profondamente contrariato la regina Elisabetta II, descritta come “scioccata” dall’idea che una residenza reale potesse essere utilizzata in quel modo.
Il racconto riporta inevitabilmente al nome che da anni accompagna la parabola pubblica di Andrew: Jeffrey Epstein. Il miliardario americano possedeva immobili di lusso in varie parti del mondo, un jet privato e un’isola nei Caraibi, elementi che avrebbero contribuito a rafforzare la sua influenza in ambienti altolocati.
La relazione tra i due, già ampiamente discussa negli anni, avrebbe portato Epstein a partecipare a eventi di altissimo profilo, dal Royal Ascot a ricevimenti a Buckingham Palace e al Castello di Windsor. Per Jobson, la presenza del finanziere in contesti ufficiali dimostrerebbe il livello di fiducia che Andrew riponeva in lui, nonostante i segnali di allarme che già circolavano.
Il nome dell’ex duca di York è riemerso anche nella recente pubblicazione di nuovi documenti legati ai cosiddetti Epstein files, diffusi dal Dipartimento di Giustizia statunitense. Una nuova ondata di attenzione mediatica che ha contribuito a riaccendere il dibattito sul ruolo e sulla responsabilità delle figure coinvolte.
Nelle ultime ore, inoltre, Andrew è tornato sulle prime pagine per vicende giudiziarie che lo hanno visto trattato – secondo alcune ricostruzioni – come un qualsiasi sospettato. Un’immagine lontanissima da quella del membro senior della monarchia britannica che per anni ha occupato una posizione centrale nella vita pubblica del Regno Unito.
Il quadro che emerge è quello di una caduta lenta ma costante: dalle cerimonie ufficiali ai margini della vita reale, fino a una figura sempre più isolata e ingombrante per la Corona. E mentre nuovi racconti alimentano la curiosità dell’opinione pubblica, resta la sensazione che attorno a quella stagione fatta di relazioni opache e privilegi senza confini continui a riemergere materiale capace di riaccendere ciclicamente la polemica.







