Epstein Files, nuovo memo dell’FBI e la telefonata del 2004 tra Jeffrey e Donald Trump

Donald Trump

Donald Trump torna a essere chiamato in causa nei nuovi Epstein Files, e stavolta il dettaglio che emerge è di quelli che lasciano il segno. In un memo dell’Fbi, una donna racconta che nel 2004 Jeffrey Epstein le ordinò di spogliarsi e di massaggiarlo mentre parlava con Trump in viva voce nella casa di sette piani dell’Upper East Side. La testimonianza riapre una ferita che per la Casa Bianca resta politicamente tossica, anche se le accuse restano da provare e vengono respinte come infondate.

Ancora il nome di Trump negli Epstein Files

Il cuore del caso è tutto qui: non esiste, allo stato, una prova che Trump sapesse che nella stanza ci fosse una minorenne costretta a massaggiare Epstein. Ma il fatto stesso che il suo nome compaia ancora, e ancora, e ancora dentro carte, testimonianze, memo e ricostruzioni legate al finanziere pedofilo non depone certo a suo favore sul piano pubblico e politico. Perché una cosa è sostenere di avere avuto con Epstein un rapporto superficiale e interrotto presto, altra è continuare a riemergere nei documenti di quella galassia oscura con una frequenza che ormai non può più essere liquidata come semplice coincidenza mondana.

Il racconto della studentessa

La donna che parla nel memo dell’Fbi disse agli investigatori, nel luglio 2020, che all’epoca dei fatti era una studentessa del penultimo anno di liceo e che quella era la sua terza volta nella townhouse di Manhattan. Raccontò che Epstein era già al telefono quando lei arrivò, che le disse di sbrigarsi, che si tolse i vestiti, salì sul lettino e rimase in viva voce durante la conversazione con Donald Trump. Poi, secondo il suo racconto, lei iniziò a massaggiargli prima i piedi e poi la schiena, finché Epstein le afferrò la mano e la portò verso di sé.

La linea della Casa Bianca

La Casa Bianca, prevedibilmente, ha reagito in modo duro. La portavoce Karoline Leavitt ha definito le accuse “infondate”, la stessa formula usata dall’amministrazione anche per respingere un’altra testimonianza contenuta nei file, quella di una donna che aveva accusato Trump di averla stuprata quando lei aveva tra i 13 e i 15 anni. Anche in quel caso non sono scattate incriminazioni, e i documenti pubblicati non hanno prodotto finora nuovi sviluppi giudiziari immediati. Ma il quadro politico si complica, perché la somma delle testimonianze, pur non provate in sede penale, continua a costruire un’ombra sempre più pesante attorno al passato di Trump e ai suoi rapporti con Epstein.

I sospetti su un legame più fitto tra Jeffrey e Donald Trump

Il punto, infatti, non è solo la singola accusa. È il contesto complessivo. Trump ha sempre sostenuto di aver chiuso con Epstein all’inizio o nella metà degli anni Duemila e di averlo considerato una conoscenza limitata. Eppure i nuovi file, secondo diverse ricostruzioni giornalistiche, continuano a restituire l’immagine di un rapporto più fitto di quanto il presidente abbia sempre raccontato pubblicamente. Già nei mesi scorsi altri documenti e altre email avevano alimentato il sospetto che il legame tra i due non fosse affatto così marginale. Adesso questa telefonata del 2004 aggiunge un altro elemento scomodo: se davvero Epstein si sentiva abbastanza in confidenza da parlare in viva voce con Trump in quel contesto, allora il racconto della semplice frequentazione occasionale si fa ancora più difficile da sostenere davanti all’opinione pubblica.

Pressioni sul Dipartimento di Giustizia

C’è poi un altro aspetto che rende esplosiva questa fase. La pubblicazione dei documenti è arrivata in un clima già rovente, con forti pressioni sul Dipartimento di Giustizia per la gestione degli Epstein Files e accuse politiche sull’eventuale ritardo o incompletezza nella diffusione delle carte. In questo contesto, ogni nuovo memo che chiama in causa Trump non è solo una notizia di cronaca giudiziaria. E quando questo succede così tante volte, con così tanti richiami, con così tanti documenti che tornano a galla, la linea della smentita secca può bastare ai fedelissimi, ma convince sempre meno chi guarda da fuori.