A Sanremo basta un dettaglio fuori posto per trasformare una serata musicale in un thriller da copertina. E quest’anno il capitolo più chiacchierato si intitola: Fedez contro Achille Lauro. O meglio, Fedez senza Achille Lauro. Con sullo sfondo il nome di Chiara Ferragni e le accuse esplosive lanciate mesi fa da Corona.
Partiamo dal fatto. Tra gli addetti ai lavori circolava una scaletta precisa: a introdurre l’esibizione di Fedez & Masini con “Male necessario” sarebbero stati Carlo Conti e Achille Lauro. Un incrocio che avrebbe avuto il sapore della resa dei conti silenziosa. Poi, al momento clou, Lauro non c’era. Accanto a Conti è salita Laura Pausini. Cambio tecnico? Scelta artistica? O mossa diplomatica?
Perché il contesto pesa. Eccome se pesa. Le ruggini sentimentali tra Fedez e Lauro sono entrate nel radar mediatico dopo le dichiarazioni incendiarie di Corona sui social. In una storia Instagram, l’ex fotografo aveva scritto frasi pesantissime, chiamando in causa Achille Lauro e una presunta relazione con Chiara Ferragni. Parole che avevano fatto il giro del web in poche ore, alimentando sospetti e tensioni. Accuse di tradimenti, riferimenti espliciti, attacchi diretti. Un terremoto social che aveva lasciato un’onda lunga difficile da ignorare.
Achille Lauro, interpellato sul tema, aveva risposto con stile: «Grazie al cielo vivo in un mondo fatto di sogni, di grandi sognatori e passione e lascio questi gossip a chi ha solo questo per esistere». Poi la stoccata più netta: «Si parla molto di violenza sulle donne e bisogna rendersi conto che questo non è molto diverso». Eleganza pubblica, ma il rumore di fondo non si è mai davvero spento.
Ed eccoci all’Ariston. Fedez, in gara e tra i favoriti secondo i bookmaker, sale sul palco per uno dei momenti più attesi. Lauro, anche lui protagonista di questa edizione con “Incoscienti giovani”, sparisce dalla presentazione. Nessun incrocio di sguardi, nessun sorriso forzato, nessuna stretta di mano davanti a milioni di spettatori. Solo un’assenza che parla.
Nei corridoi del teatro si sussurra. Nessuna dichiarazione ufficiale che colleghi il cambio alla tempesta social. Ma a Sanremo le coincidenze non sono mai solo coincidenze. Il Festival è una macchina perfetta, cronometrata al secondo. Se un nome sparisce da una presentazione, qualcuno lo decide.
C’è chi parla di prudenza, chi di semplice riorganizzazione televisiva. Ma il pubblico, e soprattutto i social, hanno già costruito la loro narrativa. Il sospetto è che si sia voluto evitare un faccia a faccia imbarazzante, un momento che avrebbe riportato in primo piano le accuse lanciate da Corona e mai del tutto digerite dall’opinione pubblica.
Intanto Lauro prova a concentrarsi sulla musica. «Un occhio di bue, me e la canzone: semplicità», ha promesso, evocando un mondo retrò tra Elvis e cantautorato romano. Fedez, dal canto suo, resta focalizzato sulla gara. Nessuna frecciata, nessun riferimento diretto. Ma l’aria, all’Ariston, è più elettrica del solito.
Sanremo vive di canzoni, ma si alimenta di retroscena. E quest’anno il triangolo mediatico Fedez-Lauro-Chiara, con l’ombra di Corona a fare da detonatore, è diventato il vero romanzo parallelo della Riviera. Perché sul palco si canta. Ma dietro le quinte si evita. E a volte, l’assenza fa più rumore di qualsiasi nota.







