I viaggi di Papa Leone XIV: Europa, Africa, Spagna e il “no” al viaggio negli USA

Papa Leone XIV

Dopo aver limitato gli spostamenti durante l’Anno Santo a una sola missione all’estero — la visita tra Turchia e Libano — il Pontefice si prepara ora a tre viaggi apostolici tra marzo e giugno: due in Europa e uno, ampio e articolato, nel continente africano. A questi si aggiungono sei visite pastorali già programmate in Italia tra maggio e agosto.

Monaco, prima volta di un Papa nel Principato

Ad aprire il calendario sarà la visita del 28 marzo nel Principato di Monaco. Si tratta di un appuntamento storico: mai un Papa in età moderna aveva messo piede nella città-Stato. L’invito è giunto dal Principe Alberto II di Monaco e dall’arcivescovo Dominique-Marie David. Monaco resta una monarchia cattolica e la sua arcidiocesi dipende direttamente dalla Santa Sede, elemento che conferisce alla visita un significato istituzionale e simbolico di rilievo.

Dieci giorni in Africa tra Nord e area subsahariana

Ben più esteso il viaggio in Africa, in programma dal 13 al 23 aprile. Il Papa toccherà quattro Paesi: Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale.

Il portavoce vaticano Matteo Bruni ha precisato che il programma dettagliato sarà diffuso successivamente, ma ha anticipato le principali tappe: Algeri e Annaba in Algeria; Yaoundé, Bamenda e Douala in Camerun; Luanda, Muxima e Saurimo in Angola; Malabo, Mongomo e Bata in Guinea Equatoriale.

Particolarmente significativa la scelta dell’Algeria, Paese a larghissima maggioranza musulmana, dove il Pontefice visiterà anche Annaba, l’antica Ippona, sulle orme di Sant’Agostino, figura centrale nella spiritualità e nella tradizione teologica dell’Ordine a cui Leone XIV appartiene.

Il viaggio attraverserà contesti molto diversi tra loro ma accomunati da fragilità strutturali: disuguaglianze economiche, tensioni sociali ed etniche, gestione controversa delle risorse naturali e processi di democratizzazione complessi. Temi che si intrecciano con il fenomeno migratorio e che rendono la missione africana un banco di prova pastorale e diplomatico di primo piano.

Non è la prima volta che Robert Francis Prevost guarda al continente africano: prima dell’elezione al soglio pontificio aveva già compiuto numerosi viaggi in diversi Paesi africani, maturando una conoscenza diretta delle realtà locali.

La Spagna e la Sagrada Familia

Dal 6 al 12 giugno sarà la volta della Spagna. Il viaggio, già anticipato dall’episcopato locale, prevede tappe a Madrid e Barcellona. Nel capoluogo catalano, il 10 giugno, il Papa inaugurerà la torre di Gesù Cristo della Sagrada Familia, destinata a diventare con i suoi 172,5 metri la più alta della basilica progettata da Antoni Gaudí, nel centenario della sua morte.

Non si esclude inoltre una tappa alle Canarie, in particolare a Tenerife, arcipelago al centro delle rotte migratorie dall’Africa verso l’Europa: una visita dal forte impatto simbolico, in linea con l’attenzione costante del Pontefice verso il tema delle migrazioni.

Lampedusa e il no agli Stati Uniti

Sempre sul fronte migratorio si inserisce la visita del 4 luglio a Lampedusa, luogo emblematico degli sbarchi nel Mediterraneo. Un gesto che richiama quello compiuto l’8 luglio 2013 da Papa Francesco, nel suo primo viaggio fuori Roma.

Per essere presente sull’isola siciliana, Leone XIV ha rinunciato all’invito proveniente dagli Stati Uniti a partecipare alle celebrazioni del “Freedom 250”, promosse dal presidente Donald Trump per il 250° anniversario della nazione e sostenute anche dal vicepresidente J.D. Vance. Una scelta che conferma la linea del pontificato: privilegiare le periferie del mondo e i luoghi-simbolo delle grandi sfide contemporanee, a partire da quelle umanitarie e migratorie.