Le bugie di guerra? Mentre USA e Israele parlano di Iran “neutralizzato”, Teheran continua a colpire: missili su hotel in Bahrein e drone contro la base americana in Qatar

Guerra Israele-Iran, i missili

La guerra raccontata dalle conferenze stampa e quella che si vede nei cieli del Medio Oriente sembrano due storie diverse. Da giorni Washington e Tel Aviv ripetono che la macchina militare iraniana è stata devastata. Secondo lo Stato maggiore israeliano, l’80% delle difese aeree di Teheran sarebbe stato distrutto e oltre il 60% dei lanciatori di missili balistici neutralizzato. Una superiorità aerea quasi totale, dicono i vertici militari. Eppure, mentre queste dichiarazioni rimbalzano sulle televisioni di mezzo mondo, nuovi attacchi attribuiti all’Iran continuano a scuotere la regione.

L’ultimo episodio arriva dal Bahrein

Il ministero dell’Interno dell’arcipelago del Golfo ha annunciato che attacchi aerei iraniani hanno colpito due hotel e un edificio residenziale nella capitale Manama. Secondo le autorità locali i raid hanno provocato danni materiali ma non ci sarebbero vittime. «L’aggressore iraniano ha colpito due hotel e un edificio residenziale causando danni ma nessuna perdita di vite umane», ha comunicato il dicastero.

Nelle stesse ore il Qatar ha reso noto di aver intercettato un drone diretto verso la base americana di Al Udeid, la più grande installazione militare degli Stati Uniti in Medio Oriente. L’attacco è stato neutralizzato prima che potesse raggiungere il bersaglio, ma il segnale è chiaro: nonostante la potenza di fuoco dispiegata contro l’Iran, la capacità di risposta di Teheran non sembra ancora esaurita.

Sul fronte israeliano

Sul fronte israeliano, intanto, l’esercito annuncia l’inizio di una nuova fase del conflitto. Il capo di Stato maggiore Eyal Zamir ha spiegato che la prima parte dell’operazione avrebbe raggiunto gli obiettivi principali. «Dopo aver completato con successo la fase di attacco a sorpresa, durante la quale abbiamo stabilito la superiorità aerea e neutralizzato la rete missilistica balistica, passiamo ora alla fase successiva dell’operazione», ha dichiarato.

Secondo Zamir, l’aviazione israeliana avrebbe spianato la strada verso il cuore dell’Iran. «Nel giro di ventiquattro ore i nostri piloti hanno aperto il corridoio verso Teheran», ha affermato, sostenendo che circa l’80% dei sistemi di difesa aerea iraniani sarebbe stato distrutto. Lo Stato maggiore israeliano parla anche della neutralizzazione di oltre il 60% dei lanciatori di missili balistici.

Il comandante militare ha aggiunto che l’offensiva non si fermerà. «Ora aumenteremo il colpo inferto alle fondamenta del regime. Daremo la caccia ai nostri nemici, tutti quanti. Abbiamo ancora altre sorprese in serbo», ha detto, lasciando intendere che le operazioni potrebbero allargarsi ulteriormente.

Uno dei territori più caldi resta il Libano

Nella serata di ieri l’aviazione israeliana ha bombardato la periferia sud di Beirut, roccaforte del movimento sciita Hezbollah. Secondo l’esercito israeliano, l’operazione avrebbe colpito infrastrutture militari del gruppo armato. In un messaggio pubblicato sui social, le forze armate hanno parlato di una vasta ondata di attacchi contro l’area di Dahieh, con ventisei raid aerei diretti contro centri di comando e strutture utilizzate per il lancio di droni.

Le autorità israeliane sostengono che prima dei bombardamenti siano state adottate misure per ridurre il rischio di vittime civili, compreso l’ordine di evacuazione dell’area. Le esplosioni sono state udite in gran parte della capitale libanese.

La guerra navale del Golfo

Parallelamente prosegue anche la guerra navale nel Golfo. Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha diffuso immagini di un attacco contro una nave iraniana utilizzata come piattaforma per il lancio di droni. Secondo Washington l’imbarcazione sarebbe stata colpita e avvolta dalle fiamme durante un’operazione militare nelle ultime ore.

Il CentCom sostiene che le forze americane stanno colpendo non solo gli arsenali iraniani, ma anche la capacità industriale del Paese di produrre nuovi missili. «Il presidente ci ha affidato il compito di radere al suolo la base industriale dei missili balistici iraniani», ha spiegato l’ammiraglio Brad Cooper durante un briefing negli Stati Uniti.

In questo quadro di dichiarazioni trionfali e nuovi attacchi, la distanza tra propaganda militare e realtà operativa appare sempre più evidente. Israele parla di sistema missilistico iraniano “soppresso”. Gli Stati Uniti mostrano video di navi nemiche in fiamme. Ma mentre la guerra viene raccontata come una campagna già vinta, i missili e i droni continuano a partire. E a colpire.