Il countdown per il premio letterario più ambito d’Italia è ufficialmente iniziato. Nella suggestiva cornice della Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano a Roma, è stata annunciata la dozzina dell’80°edizione del Premio Strega 2026. Un traguardo storico – quello degli ottanta anni – che vede in gara dodici opere capaci di fotografare lo stato di salute della nostra letteratura.
I 12 libri dell’edizione degli ottanta anni del premio sono stati scelti dal Comitato direttivo, presieduto da Melania G. Mazzucco e composto da Pietro Abate, Giuseppe D’Avino, Valeria Della Valle, Alberto Foschini, Paolo Giordano, Dacia Maraini, Gabriele Pedullà, Stefano Petrocchi, Marino Sinibaldi e Giovanni Solimine.
I titoli e gli autori selezionati
La selezione di quest’anno spazia tra grandi ritorni e voci contemporanee di rilievo. Ecco i libri che si contenderanno il posto nella finale:
- Maria Attanasio, La Rosa Inversa (Sellerio);
- Ermanno Cavazzoni, Storia di un’amicizia (Quodlibet);
- Teresa Ciabatti, Donnaregina (Mondadori);
- Mauro Covacich, Lina e il sasso (La nave di Teseo);
- Michele Mari, I convitati di pietra (Einaudi);
- Matteo Nucci, Platone. Una storia d’amore (Feltrinelli);
- Alcide Pierantozzi, Lo sbilico (Einaudi);
- Bianca Pitzorno, La sonnambula (Bompiani);
- Christian Raimo, L’invenzione del colore (La nave di Teseo);
- Elena Rui, Vedove di Camus (L’orma);
- Nadeesha Uyangoda, Acqua sporca (Einaudi);
- Marco Vichi, Occhi di bambina (Guanda).
Il commento di Melania Mazzucco
A commentare le scelte del comitato è Melania Mazzucco, che sottolinea un cambio di rotta netto rispetto al passato recente del premio. Secondo la presidente: “L’elemento più rilevante di quest’anno è il ritorno del romanzo. Il ritorno della storia, e delle storie, e la parallela contrazione di narrazioni autobiografiche, memorie familiari e/o di auto-fiction, che avevano invece prevalso nelle recenti edizioni. Si tratta di romanzi che possono essere definiti, con qualche distinguo, storici. Ne sono protagonisti grandi personaggi del passato, in un arco di tempo vastissimo, che spazia da Platone fino a Cagliostro, Garibaldi, Ersilia Majno e Anna Kuliscioff, Errico Malatesta, Gramsci e Pertini”.
Oltre al ritorno alla narrazione pura, i libri selezionati sembrano vibrare di una nuova urgenza politica e sociale, riaccendendo i riflettori su pagine cruciali della nostra storia collettiva. Mazzucco osserva quanto sia: “Significativo del riaccendersi nel paese della passione civile e dell’interesse per la politica, il fatto che molti di questi romanzi della storia, disuguali per qualità di scrittura e modelli di riferimento, che spaziano da Leonardo Sciascia fino a Valerio Evangelisti e Xavier Cercas, abbiano come nucleo la lotta politica che ha costruito, insanguinato e poi terremotato il nostro paese (e non solo: i racconti ci portano anche in Spagna, Argentina, Uruguay). L’emancipazione femminile, il socialismo, l’anarchia, il fascismo, la seconda guerra mondiale, il terrorismo, Mani Pulite, fino alla militanza nei centri sociali. In ombra invece la guerra civile, la resistenza e la guerra partigiana, protagoniste delle ultime edizioni”.
In questa ottantesima edizione, la figura stessa di chi scrive diventa centrale, trasformandosi da semplice narratore a testimone attivo del proprio tempo. “Spesso il personaggio dello scrittore, o della scrittrice, agisce come testimone, cronista, investigatore di eventi e fenomeni collettivi. Ma c’è anche lo scrittore in quanto tale, alle prese con un mestiere indefinibile, con le crisi d’ispirazione, il successo o il rifiuto del mercato editoriale, è indubbiamente il protagonista di questa edizione”, conclude la scrittrice.







