Sondaggi politici, Fratelli d’Italia cala al 28,5%: Meloni perde consensi dopo referendum e crisi energetica

Fratelli d’Italia, Ipa @lacapitalenews.it

I sondaggi politici fotografano una fase di rallentamento per Fratelli d’Italia. Il partito guidato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni resta saldamente al primo posto, ma perde terreno. Secondo il Barometro Politico di aprile dell’Istituto Demopolis, FdI scende al 28,5%, in calo di un punto e mezzo rispetto al 30% registrato a febbraio.

Un arretramento che arriva in un momento delicato per il governo, tra la sconfitta al referendum costituzionale sulla Giustizia e un quadro internazionale instabile che alimenta timori economici. Nonostante il calo, Fratelli d’Italia mantiene comunque un vantaggio significativo, quasi sei punti, sul Partito Democratico.

Sondaggi politici

Il dato principale è chiaro: Fratelli d’Italia guida ancora le intenzioni di voto, ma la distanza dagli avversari si riduce. Il Partito Democratico si attesta al 22,6%, con una lieve crescita, mentre il Movimento 5 Stelle sale al 13%, consolidando il terzo posto.

Più indietro si collocano Forza Italia all’8,3% e la Lega al 7,2%, con il partito di Matteo Salvini che registra il calo più marcato, sfiorando i due punti percentuali. Stabile Alleanza Verdi e Sinistra al 6,6%.

Fa il suo ingresso nel panorama politico anche Futuro Nazionale, la formazione guidata dal generale Vannacci, che si posiziona al 3,5%. Un risultato non trascurabile, costruito sottraendo consensi soprattutto alla Lega, ma anche a Fratelli d’Italia e a una parte dell’elettorato astensionista.

Il peso del referendum e della crisi internazionale

A incidere sul calo di Fratelli d’Italia è, secondo l’analisi Demopolis, una combinazione di fattori politici ed economici. Da un lato la sconfitta al referendum costituzionale, che ha segnato un passaggio simbolico importante. Dall’altro, il clima di incertezza legato allo scenario internazionale.

La tensione tra Stati Uniti e Iran e le conseguenze sul mercato energetico pesano infatti sulle percezioni degli italiani. L’aumento dei prezzi dell’energia, il costo dei carburanti e l’inflazione sulla spesa alimentare rappresentano oggi le principali preoccupazioni per le famiglie.

Secondo il sondaggio, oltre l’80% degli italiani indica proprio il costo e la disponibilità dei carburanti come uno dei problemi più urgenti, con effetti a catena su trasporti, bollette e potere d’acquisto.

Equilibri politici più incerti

Il dato forse più significativo riguarda gli equilibri tra le coalizioni. Se si votasse oggi, il centrodestra si fermerebbe al 45%, mentre il cosiddetto campo largo – composto da Pd, M5s, Avs e altre forze centriste – arriverebbe al 46%.

Uno scarto minimo, ma politicamente rilevante, perché segna un riavvicinamento dopo mesi in cui la maggioranza appariva nettamente avanti. Il quadro che emerge è quello di una competizione sempre più aperta, in cui anche le forze minori possono diventare decisive.

Una partita ancora tutta da giocare

L’affluenza stimata, in ripresa al 62%, suggerisce inoltre un ritorno di interesse verso la politica, ma anche una maggiore volatilità dell’elettorato. In questo contesto, fattori economici e scenari internazionali potrebbero incidere più di qualsiasi legge elettorale.

Il dato di Demopolis non fotografa solo un calo momentaneo, ma segnala un possibile cambio di fase. Fratelli d’Italia resta il perno del sistema politico, ma il vantaggio si assottiglia e le opposizioni tornano competitive. E in una fase segnata da tensioni globali e incertezze economiche, il consenso non appare più scontato. La partita, questa volta, sembra davvero aperta.