In breve: il caso tax credit coinvolge Cinecittà
Il caso tax credit nel cinema italiano si trasforma da dossier tecnico a possibile terremoto politico. La procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati Manuela Cacciamani, amministratrice delegata di Cinecittà, per fatti legati alla società di produzione One More Pictures. Intanto la Guardia di Finanza amplia gli accertamenti su altre produzioni e sui crediti d’imposta nel settore audiovisivo.
La vicenda riguarda in particolare:
- l’indagine su Manuela Cacciamani e la società One More Pictures
- il sistema dei crediti d’imposta (tax credit) per cinema e serie tv
- i controlli della Guardia di Finanza sulle produzioni audiovisive
- le possibili ricadute politiche sul sistema del cinema italiano
Il tax credit diventa un caso politico
Il caso tax credit smette di essere un dossier tecnico e diventa un problema politico. La procura di Roma iscrive nel registro degli indagati Manuela Cacciamani, oggi amministratrice delegata di Cinecittà, per fatti legati al periodo in cui guidava la società di produzione One More Pictures. Intanto la Guardia di Finanza torna negli uffici degli Studios e allarga gli accertamenti ad altre produzioni.
L’indagine sale fino al vertice di Cinecittà
Il caso tax credit alza il tiro e arriva dove, fino a pochi giorni fa, in pochi immaginavano potesse arrivare davvero: al vertice attuale di Cinecittà. L’inchiesta della procura di Roma sui finanziamenti pubblici al cinema e alle serie tv, già da mesi oggetto di controlli, acquisizioni e ispezioni della Guardia di Finanza, coinvolge ora Manuela Cacciamani, l’amministratrice delegata degli Studios nominata due anni fa dal centrodestra.
L’accusa e il contesto giudiziario
La manager risulta indagata per truffa in uno dei filoni dell’indagine che ruota attorno al sistema dei crediti d’imposta destinati alle produzioni audiovisive. L’accusa non riguarda formalmente la sua gestione attuale di Cinecittà, ma il periodo precedente, quando era alla guida di One More Pictures.
Il peso politico della vicenda
Il peso politico della notizia va molto oltre il perimetro tecnico dell’iscrizione nel registro degli indagati. Cacciamani non è una manager qualunque. È la donna scelta per guidare Cinecittà in una fase delicatissima, voluta dal centrodestra e sostenuta dall’area di Fratelli d’Italia. Il suo nome, all’epoca della nomina, venne legato all’appoggio di Arianna Meloni, sorella della presidente del Consiglio.
Cos’è il tax credit e come funziona
Il cuore dell’inchiesta è il tax credit, cioè un sistema di sgravi fiscali pensato per aiutare il cinema e l’audiovisivo a produrre in Italia, recuperando una quota importante delle spese sostenute. Nato per sostenere un settore fragile, negli ultimi mesi è stato oggetto di controlli per sospetto di costi gonfiati o rendicontazioni non corrette.
Chi coordina le indagini
A coordinare gli accertamenti è la pm Eliana Dolce, con la supervisione degli aggiunti Giuseppe Cascini e Stefano Pesci. Già ad agosto il Nucleo di polizia valutaria delle Fiamme Gialle aveva acquisito documentazione relativa ai finanziamenti concessi ad alcune produzioni riconducibili a One More Pictures.
One More Pictures e il panorama audiovisivo italiano
One More Pictures è stata molto attiva negli ultimi anni, spesso in coproduzione con Rai Cinema, rendendo la vicenda ancora più sensibile. Non si tratta di una struttura marginale, ma di una casa di produzione inserita nel circuito principale del cinema e della fiction italiana, con progetti di rilievo.
L’esempio del film Albatross
Tra questi c’è Albatross, diretto da Giulio Base sulla vita del giornalista Almerigo Grilz. L’anteprima estiva si trasformò in una passerella politica con la presenza di Arianna Meloni, del presidente del Senato Ignazio La Russa e del ministro della Cultura Alessandro Giuli.
I legami politici di Manuela Cacciamani
Il rapporto tra Cacciamani e Fratelli d’Italia è noto: sua sorella Maria Grazia Cacciamani è stata candidata con il partito nel 2018 e oggi lavora nello staff del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca. Cacciamani conosce da anni la premier, dai tempi in cui era ministra della Gioventù.
Un profilo trasversale
Cacciamani ha costruito una rete di relazioni che va oltre la maggioranza attuale. Ha lavorato con Francesco Rutelli e altri ambienti dell’industria culturale, consolidando il suo ruolo centrale nel settore e in Cinecittà.
Le verifiche della Guardia di Finanza continuano
Il Pef è tornato negli uffici di Cinecittà per acquisire documentazione su produzioni diverse da One More Pictures, tra cui opere di The Apartment: M – Il figlio del secolo e Queer. Gli investigatori vogliono verificare se i crediti d’imposta siano stati richiesti correttamente o dichiarati con costi gonfiati.
Impatto politico e industriale
Il caso non si limita al lato tecnico. L’iscrizione di Cacciamani nel registro degli indagati trasforma un problema amministrativo in un vero caso politico, toccando direttamente i vertici del sistema degli incentivi pubblici al cinema.
Cinecittà: simbolo nazionale
Cinecittà non è solo un’azienda pubblica, ma un pezzo di narrazione nazionale. Vederla coinvolta in questa vicenda produce un effetto corrosivo sull’immagine del settore e sul peso politico della gestione degli incentivi.







