L’Organizzazione mondiale della sanità conferma che oltre 1,5 miliardi di persone nel mondo convivono con una perdita dell’udito, di cui 430 milioni in forma invalidante. In Italia, le persone ipoacusiche sono circa 7 milioni, con un impatto significativo sulla qualità della vita. Oggi 3 marzo è la Giornata mondiale dell’udito. in questa occasione gli esperti indicano tre azioni chiave: prevenire, diagnosticare precocemente e curare i disturbi uditivi.
Secondo quando si apprende dall’ansa: al centro di questo percorso c’è il Tecnico audiometrista, “figura chiave per la prevenzione e la gestione dei disturbi uditivi”, come ricorda la Commissione albo nazionale dei Tecnici audiometristi della Fno Tsrm e Pstrp (Federazione Nazionale Ordini Tecnici Sanitari Radiologia Medica, Professioni Sanitarie Tecniche, Riabilitazione e Prevenzione).
“Non è solo una questione di decibel, ma di qualità di vita e di relazioni – spiegano gli esperti- Individuare precocemente un deficit uditivo significa prevenire conseguenze rilevanti: nei bambini può influire sullo sviluppo del linguaggio e sul rendimento scolastico, negli adulti sulla produttività lavorativa, mentre negli anziani può ridurre il rischio di isolamento sociale e rallentare il declino cognitivo”. Oltre alla diagnosi, i tecnici audiometristi promuovono campagne di prevenzione e screening sul territorio, sensibilizzando su comportamenti a rischio come l’esposizione prolungata a rumori intensi o l’uso improprio di cuffie.
“La salute uditiva è un diritto di tutti e una responsabilità condivisa – concludono gli esperti- e il Tecnico audiometrista incarna il ponte tra le strategie avanzate per contrastare l’avanzata della perdita dell’udito, come tutela della salute pubblica e l’applicazione concreta sul territorio. Ogni esame audiometrico eseguito, ogni attività di screening, ogni momento di consulenza rappresenta un tassello di un percorso più ampio volto a promuovere inclusione, comunicazione e qualità della vita. Perché sentire bene non significa solo percepire suoni, ma vivere pienamente la vita sociale, relazionale e lavorativa”.







