La seconda serata della kermesse sanremese ha visto l’ingresso di nuovi conduttori al fianco di Carlo Conti e Laura Pausini. Vediamo insieme buio e luce dei look.
Pilar Fogliati: lo styling di Francesco Vavallo
Pilar Fogliati, conduttrice della seconda serata del Festival, è stata seguita da Francesco Vavallo, stylist di Clara nelle precedenti edizioni, ideatore di look indimenticabili. Per il primo outfit, Vavallo ha scelto un abito Giorgio Armani Privé direttamente dall’ultima collezione presentata a Parigi. Un tubino lungo con applicazioni a tema floreale sul monospalla e sul fianco. Il rosa dell’abito era ripreso dagli orecchìni Pomellato. Il tessuto cangiante ricordava quello scelto da Vavallo per il debutto di Clara a Sanremo 2024, sempre Giorgio Armani Privé, look rimasto nella storia del Festival. Coup de théâtre anche con l’ultimo cambio, un maxi-blazer con collo perlato e maniche e gonna piumate, disegnato dal giovane designer calabrese Giuseppe Di Morabito, sempre più influente a Milano.
Usi ed abusi del total black dei Big
Non si può dire che il colore abbia dominato la seconda serata di quest’edizione, ma si può dire che un colore l’abbia fatto: il nero. Sin dai primi concorrenti di Sanremo Giovani, il nero è stato visto in camicie velate, smanicati, blazer, pantaloni di ogni misura e tessuto. Unico squarcio rosso, tra le nuove proposte, la chitarra di Mazzariello a forma di cuore abbinata alle stringhe dei mocassini. Mazzariello ha indossato un completo Kenzo nero simil napoleonico, decisamente più sobrio di quello Armani indossato da Chiello durante la prima serata.
Armani anche su Tommaso Paradiso in un total black forse troppo casual, con camicia recidivamente sbottonata a mostrare una “maglia della salute” e maniche arrotolate. Un’aggravante per Tommaso Paradiso: la catenella pendente sul lato dei pantaloni.
Nero persino il completo pseudo-country di J-Ax con fantasie che più che il Far West ricordano un canapè Art Déco. Jil Sander nero, identico a quello della prima serata, per Fedez e Masini. L’aggravante, questa volta, è l’eco-pelle, indossata di nuovo anche da LDA e Aka 7even. Va bene la coerenza, ma pare si stia andando nella ridondanza. Molto noioso anche il total black di Enrico Nigiotti, che ha indossato una giacchetta aperta su quella che sembrava essere una maglia di cotone con pantaloni classici. Look certamente poco memorabili, essenziali ma poco significativi.
Anche i conduttori in total blacK
Laura Pausini, ancora in Giorgio Armani Privé, ha sfoggiato a inizio serata una specie di frack strassato su pantaloni coordinati, non troppo morbidi sulla sua fisicità. Lillo in total black con t-shirt nera sotto giacca con collo in raso, Pilar Fogliati in un cut dress Cavalli di gemme e piume per il secondo cambio d’abito. Persino Fausto Leali sembrava aver partecipato a un funerale più che a una kermesse canora.
Tocchi di luce: Elettra Lamborghini e Levante
Particolarmente luminose, al contrario, Elettra Lamborghini e Levante. Anche per la seconda serata Elettra Lamborghini ha indossato un abito couture di Tony Ward. Abito molto scenografico dalle maniche scultoree. Un vero peccato fosse circondata da ballerini senza riuscire a muoversi al ritmo della sua canzone. Incantavano anche i gioielli di Del Sole, brand della tradizione orafa napoletana. Levante ha calcato il palco in un altro strassato Armani Privé con mules metalliche, una silhouette a matita dal gusto retrò. Colori freschi e leggeri, gioielli Damiani.
Non fa poi così freddo!
Altra nota dolente del festival, gli “incappottati”. Si fa fatica a credere che all’Ariston i riscaldamenti siano guasti e il tempo di un’esibizione è tanto breve che Gaia, sul Suzuki stage, la prima sera ha potuto cantare all’esterno in un mini dress. Non si trova, quindi, un valido motivo per il quale si dovrebbe decidere di indossare un cappotto sul palco. Achille Lauro, Laura Pausini, Ermal Meta dovrebbero tenerne conto.
di Camilla Pignatiello







