Morgan “si sfila” da Sanremo, Chiello lo smentisce: “Non c’era alchimia, ho deciso io”. E lui replica: “Non volevo oscurarlo”

Sanremo è anche questo: le canzoni durano tre minuti, le versioni dei fatti molto di più. E quando in mezzo c’è Morgan, il sottotesto diventa subito testo. Il caso è quello della serata delle cover, quando avrebbe dovuto esibirsi con Chiello in “Mi sono innamorato di te” di Luigi Tenco. Il risultato, invece, è stato un palco senza Morgan e un piccolo giallo mediatico che, come spesso succede, si è risolto in una frase: “È stata una mia scelta”. Solo che a pronunciarla, in modi e tempi diversi, sono stati in due.

Morgan, lo scorso 21 febbraio, aveva spiegato la sua assenza dall’Ariston con una dichiarazione che suona da professionista che sceglie il basso profilo: “La mia partecipazione come ospite di Chiello al prossimo Festival di Sanremo non sarà sul palco, ma da dietro le quinte. Il mio contributo sarà tecnico”. Un modo elegante per dire: ci sono, ma non mi vedete. E già qui, in filigrana, si sente il tema vero: l’equilibrio dei riflettori.

Poche ore dopo, Morgan è tornato sull’argomento con una story su Instagram, rendendo il ragionamento più esplicito e, soprattutto, più personale. “Per chi non ha capito la decisione di non apparire sul palco: dopo le prove era evidente che non fosse un bene per il ragazzo. Supportare un artista significa valorizzarlo, non oscurarlo. E io non ho necessità di apparire a tutti i costi. Il confronto lo penalizzava, lui stesso è stato il primo ad accorgersene e ha apprezzato il mio gesto”. Traduzione: mi sono fatto da parte per proteggerlo. E, incidentalmente, per dimostrare che posso anche non esserci.

Fin qui la versione Morgan: paternalistica, razionale, quasi pedagogica. Ma poi arriva Chiello, e la storia cambia tono. In conferenza stampa, l’artista non ne fa un dramma, però smentisce di fatto l’impianto narrativo dell’altro. “Lui è un grande artista, su questo non ci sono dubbi. Solo che abbiamo fatto un po’ di prove e non ci siamo trovati, non si è creata quell’alchimia artistica e quindi ho deciso di non portarlo e non sarà presente”. Qui il punto non è “ti proteggo”, è “non funzionava”. E soprattutto: “ho deciso”.

A rafforzare la linea, Chiello sposta l’attenzione sull’arrangiamento e su chi lo ha firmato: “L’arrangiamento è stato fatto da Saverio Cigarini, che è una persona molto importante per me e tra l’altro anche un grande artista. Sono sicuro che spaccherà tutto”. Quasi a dire: la cover va avanti lo stesso, e va avanti con persone che sento in sintonia con me.

Poi arriva la domanda che, in sala stampa, è il colpo di bisturi: “Quindi è stata tua la decisione di rinunciare a lui?”. Chiello risponde senza girarci intorno: “Sì, così ho detto”. Secca, lineare, definitiva. E quando capisce che la cosa rischia di trasformarsi in un derby di ego, prova a chiuderla con una battuta che è anche una stoccata: “Non voglio fare queste polemiche, sembra la fidanzata che dice ‘ti ho lasciato io, non mi hai lasciato tu’. Non mi interessa questa cosa, comunque può dire quello che vuole”.

Ed è qui che il giallo si chiarisce e si complica insieme. Si chiarisce perché Chiello rivendica la scelta e la colloca in un terreno artistico (“alchimia” mancata), non di opportunità o di immagine. Si complica perché Morgan, invece, l’aveva raccontata come un gesto altruista, quasi cavalleresco (“non volevo oscurarlo”). Due narrazioni incompatibili, entrambe costruite per salvare una cosa diversa: l’una l’idea di tutela, l’altra l’idea di autonomia.

In mezzo resta la sensazione che a Sanremo, quando salta un duetto, non salta mai solo un duetto. Salta una gerarchia di palco, una misura di protagonismo, un equilibrio tra chi ha un nome che pesa e chi sta costruendo il proprio. Morgan dice: “non ho necessità di apparire a tutti i costi”. Chiello risponde, tra le righe: non ho necessità di farmi apparire accanto a qualcuno per esistere.

E così la cover di Tenco diventa, senza volerlo, il classico copione sanremese: una canzone d’amore sullo sfondo, e davanti una separazione raccontata da due ex che rivendicano entrambi l’ultima parola. Chiello l’ha messa giù con ironia: “può dire quello che vuole”. Morgan, invece, l’aveva già chiusa a modo suo: “Supportare un artista significa valorizzarlo, non oscurarlo”. In Riviera, a volte, anche l’alchimia è una questione di luce.