Sanremo è un palcoscenico, ma soprattutto è un ecosistema. Davanti alle telecamere scorrono canzoni, abiti e standing ovation. Dietro, tra corridoi, hotel blindati e camerini bollenti, si muove un sottobosco che vale quanto – se non più – delle note in gara. L’edizione 2026 non fa eccezione. Anzi, rilancia. Perché quest’anno la kermesse è un incrocio permanente tra politica, star system, rivalità sottili e amicizie inaspettate.
Partiamo da Pilar Fogliati. Stasera salirà sul palco insieme a Carlo Conti, Laura Pausini, Achille Lauro, Lillo e Gianluca Gazzoli. Diranno una parola a testa, un momento che si annuncia leggero, quasi teatrale. Ma fuori dal copione c’è un dettaglio che pochi conoscono e che in Riviera circola come un sussurro curioso: l’attrice, fresca di fidanzamento con Fabio Paratici e sempre più lanciata in una carriera definita “impegnata”, è legata da un’amicizia solida con Francesca Verdini, produttrice e compagna di Matteo Salvini.
Non un semplice saluto formale, ma una frequentazione vera. Pilar era presente al cinema Barberini per il lancio del documentario “Enigma Roll” di Anselma Dell’Olio, prodotto proprio da Verdini. E la reciprocità non si è fatta attendere: Verdini, accompagnata dal vicepremier Salvini, aveva partecipato al cinema Adriano alla presentazione del primo film da regista di Fogliati, “Romantiche”. Un incrocio tra cinema e politica che all’Ariston non passa inosservato. Perché Sanremo è anche questo: relazioni che attraversano mondi apparentemente lontani e finiscono per incontrarsi sotto le stesse luci.
Capitolo Can Yaman. In sala stampa si è mostrato cordiale, sorridente, disponibile. Ma all’ingresso della Carraia, lo spazio da cui gli artisti arrivano dietro le quinte, la musica è cambiata. L’attore turco avrebbe imposto un diktat preciso: nessuna troupe televisiva all’ingresso, nessun curioso con il cellulare pronto a immortalare l’arrivo. Privacy totale. E per rafforzare il concetto, ha scelto di evitare l’assedio delle fan a Sanremo spostandosi a Bordighera, nello stesso hotel che ospita Carlo Conti. Una fuga calcolata, studiata, quasi strategica. Perché il divo può essere gentile davanti ai microfoni, ma pretende il controllo assoluto fuori campo.
Dietro le quinte, invece, c’è chi fa impazzire lo staff. Elettra Lamborghini, esplosiva come sempre, è un ciclone continuo. Simpatica, travolgente, ma – raccontano tra truccatori e sarte – anche estenuante. Cambi d’abito all’ultimo secondo, ritocchi infiniti, richieste improvvise. Parrucchieri e stylist la seguono come in una maratona senza fine. “Voilà”, canta lei. E loro, ironicamente, sognano una magia diversa: sim sala bim e settimana conclusa. Perché la gestione di una personalità così energica richiede nervi saldi e una scorta infinita di lacca.
Poi c’è il caso Tommaso Paradiso. Quando è salito sul palco dell’Ariston, più di qualcuno si è chiesto se fosse davvero lui. Nel 2022 era stato categorico: “Da concorrente non andrò mai in gara al Festival. In generale non farò mai una gara canora”. Parole nette, quasi definitive. E invece eccolo lì, sotto i riflettori. A Sanremo le promesse si sciolgono come neve al sole, e il Festival resta il luogo dove anche le dichiarazioni più granitiche possono essere riscritte. Come si cambia per non morire, verrebbe da dire. O per restare centrali.
Nei corridoi dell’Ariston, intanto, si gioca a “chi è chi”. Capelli biondi, occhi chiari, taglio simile. Mara Sattei, in gara, e Carolina Rey, conduttrice del PrimaFestival, vengono scambiate di continuo. Staff che chiamano il nome sbagliato, tecnici che indicano la persona sbagliata. Un déjà-vu continuo che regala sorrisi e qualche imbarazzo. Il Festival è anche questo: somiglianze che diventano gag involontarie.
Tra i tavoli della sala stampa spunta un altro nome che pesa. Nel gruppo di lavoro dell’edizione 2026 c’è Giancarlo Leone, ex dirigente Rai e autore della kermesse. Figlio di un Presidente della Repubblica, presenza discreta ma influente. Ogni giorno sbarca in sala stampa, osserva, prende appunti. Sanremo è un ingranaggio complesso, e chi ne conosce i meccanismi sa quanto conti l’esperienza dietro le quinte.
Infine, la polemica politica che irrompe nel salotto musicale. Francesca Fialdini, volto della domenica pomeriggio con “Da noi a ruota libera”, ha commentato le parole del Presidente del Senato Ignazio La Russa sul caso Pucci con una frase secca sotto un video pubblicato da La Stampa: “Ditemi che sta succedendo su un altro pianeta”. Un intervento che ha fatto il giro dei social e acceso un dibattito immediato. Anche qui, Sanremo non c’entra direttamente. Ma c’entra sempre. Perché durante la settimana del Festival ogni dichiarazione rimbalza più forte, ogni posizione diventa più visibile.
Così scorre il romanzo parallelo della Riviera. Tra amicizie trasversali, divi blindati, staff allo stremo, sosia involontari e scintille politiche. Davanti al pubblico, musica. Dietro, un teatro ancora più affascinante. Sanremo resta l’unico luogo dove tutto si incrocia e nulla resta davvero dietro le quinte.







