Quando la guerra si avvicina, anche il denaro cambia valore. In queste ore di tensione crescente in Medio Oriente, la paura sta spingendo i milionari del pianeta a pagare cifre astronomiche pur di lasciare la regione. Il risultato è una corsa ai jet privati che ha fatto impennare i prezzi a livelli mai visti.
Per un volo su un jet di alta gamma con partenza da Riad, in Arabia Saudita, e destinazione una capitale europea considerata sicura, si possono spendere anche 300mila euro. Una cifra che fino a poche settimane fa sarebbe sembrata fuori mercato, ma che oggi viene accettata senza troppe discussioni da chi vuole allontanarsi il più velocemente possibile dalle aree sotto tensione.
La domanda è enorme e l’offerta limitata. Molte compagnie di charter stanno riducendo i voli verso alcune zone considerate a rischio, mentre altre non dispongono delle coperture assicurative necessarie per operare in scenari geopolitici instabili. Il risultato è un mercato in cui pochi velivoli disponibili vengono contesi da clienti disposti a pagare qualsiasi prezzo pur di decollare.
La fuga verso aeroporti più sicuri inizia spesso molto prima del decollo. Nei giorni scorsi diversi passeggeri facoltosi hanno attraversato il Golfo Persico in convogli di lusso per raggiungere le piste da cui partire. Alcuni hanno viaggiato per oltre dieci ore su Suv blindati da Dubai a Riad, accompagnati da scorte armate private, pur di arrivare a un aeroporto dove fosse disponibile un jet pronto al decollo.
Una volta raggiunta la pista, il costo della fuga dipende dal tipo di velivolo e dalla destinazione. Un volo da Muscat, capitale dell’Oman, fino a Istanbul su un jet privato con sei-otto posti può costare circa 85mila euro. Si tratta di un Nextant 400XTi, un velivolo elegante ma relativamente compatto. Anche in questo caso il prezzo è triplicato rispetto al periodo precedente al conflitto.
In alcune tratte la fuga avviene anche dividendo il jet con altri passeggeri facoltosi. Da Muscat verso Mosca, ad esempio, il prezzo minimo può arrivare a circa 20mila euro a persona. Cifre che dimostrano quanto il mercato dell’aviazione privata reagisca rapidamente ai momenti di crisi internazionale.
Quando i cieli diventano incerti e le compagnie di linea riducono i collegamenti, i jet privati restano spesso l’unica via di uscita immediata per chi può permetterselo. E così, mentre la guerra accende l’ansia nelle capitali del Medio Oriente, nelle sale riservate degli aeroporti e negli hangar dei charter si consuma una corsa silenziosa verso la fuga.
Una fuga che, ancora una volta, ha un prezzo altissimo. Anche per chi i soldi li ha sempre avuti.







