Proseguono senza sosta gli attacchi congiunti di Israele e Stati Uniti contro Iran e Libano nella quinta giornata di guerra. Il bilancio è in aggiornamento, mentre si moltiplicano i raid e le operazioni mirate contro obiettivi militari e infrastrutture strategiche.
Nel mirino Basij e sistemi missilistici
Israele ha annunciato di aver colpito decine di obiettivi militari nella capitale iraniana. A riferirlo è il portavoce in lingua araba delle Forze di Difesa Israeliane, Avichay Adraee.
Nel mirino sono finiti il quartier generale dei Basij, forza paramilitare collegata ai Pasdaran, oltre a piattaforme di lancio missilistico e sistemi di difesa. Un’operazione che segna un ulteriore salto di qualità nel confronto diretto con Teheran.
Nella giornata di ieri un raid avrebbe colpito anche il palazzo dove era riunita l’Assemblea degli Esperti incaricata di eleggere la nuova Guida Suprema. Secondo le fonti locali, sarebbe stato eletto Mojtaba Khamenei, 56 anni, figlio dell’ayatollah rimasto ucciso negli attacchi precedenti.
Libano sotto le bombe: vittime a Baalbek e nel Monte Libano
Intensi bombardamenti anche in Libano. L’emittente Al Mayadeen riferisce che un attacco aereo israeliano su Aramoun e Saadiyat, nell’area del Monte Libano, avrebbe provocato almeno sei morti. Un altro raid ha colpito un edificio di quattro piani nella città di Baalbek, nel Libano orientale. Secondo l’agenzia di stampa nazionale libanese, il bilancio è di almeno quattro vittime e sei feriti.
Le Forze di Difesa Israeliane hanno dichiarato di aver avviato operazioni contro le infrastrutture di Hezbollah nella capitale Beirut. Nella notte l’esercito israeliano ha emesso un ordine di evacuazione per 16 villaggi e città libanesi. Questa mattina colonne di fumo erano visibili nel quartiere meridionale di Dahiyeh, roccaforte di Hezbollah nella capitale.
Il conflitto entra così in una fase sempre più ampia e pericolosa. Attacchi simultanei su più fronti e un coinvolgimento diretto che rischia di destabilizzare l’intera regione mediorientale.







