Fabrizio Corona smascherato dal collaboratore. Falsissimo è falsissimo: audio manipolati, testimoni guidati e compensi non pagati

ben e corona

Fabrizio Corona finisce vittima del metodo che ha trasformato in un business: registrazioni riservate, fuorionda compromettenti e rivelazioni sui retroscena delle sue inchieste. A colpirlo, questa volta, non è un personaggio dello spettacolo preso di mira da Falsissimo, ma uno dei suoi più stretti collaboratori. Si fa chiamare Ben, ha 27 anni e sostiene di aver contribuito in maniera decisiva al successo del progetto. Adesso, in un video di quindici minuti intitolato Falsissimo – Speciale Tutta la verità, racconta una versione del lavoro di Corona che rischia di demolirne la credibilità.

Le accuse sono pesanti: testimonianze preparate prima delle interviste, audio presentati al pubblico con attribuzioni contestate, puntate scritte da autori rimasti dietro le quinte e collaboratori che lamentano pagamenti mancati. Ben sostiene di aver registrato fin dall’inizio le conversazioni con Corona, proprio per proteggersi da eventuali conflitti.

Fabrizio Corona, il fuorionda su Vito Coppola: le risposte suggerite davanti alle telecamere

Il passaggio più imbarazzante riguarda Vito Coppola, l’uomo che a Falsissimo aveva raccontato presunte molestie da parte di Alfonso Signorini. Nel video diffuso da Ben compare un fuorionda nel quale Corona suggerisce a Coppola le risposte da ripetere durante l’intervista.

È un’immagine assai diversa da quella dell’inchiesta costruita attraverso domande, verifiche e testimonianze spontanee. Nel materiale presentato da Ben, il protagonista delle rivelazioni appare guidato da chi dovrebbe raccoglierne il racconto.

Il collaboratore mostra inoltre una copia della denuncia che Coppola avrebbe presentato contro Corona, contestandogli la mancata verifica dell’attendibilità delle fonti nella vicenda ribattezzata Signorini Gate. Le accuse di Coppola e il contenuto del fuorionda richiedono una valutazione distinta, ma entrambi investono direttamente il metodo utilizzato nel programma.

Il metodo Falsissimo sotto accusa: l’audio sul caso Lamine Yamal

Ben affronta anche una delle vicende utilizzate da Corona per attirare l’attenzione del pubblico: quella di una ragazza che sosteneva di aspettare un figlio da Lamine Yamal, calciatore del Barcellona.

Secondo il collaboratore, la voce femminile contenuta nell’audio presentato nella puntata 26 non sarebbe appartenuta alla presunta protagonista della vicenda, bensì a Carolina Rossi, collaboratrice storica di Corona.

Se questa ricostruzione fosse confermata, il problema sarebbe ben più serio di una scelta di montaggio: riguarderebbe l’identità della persona alla quale il pubblico era stato indotto ad attribuire quelle parole. Ben indica questo episodio come uno degli esempi del modo in cui sarebbero stati confezionati alcuni scoop di Falsissimo.

Corona, gli autori nascosti dietro le inchieste e le accuse di Amanda Batini

Un altro bersaglio del video è il personaggio che Corona ha costruito attorno a sé: quello dell’uomo capace di raccontare tutto senza filtri, apparentemente da solo e senza un copione.

Ben sostiene invece che dietro Falsissimo ci sia un lavoro autoriale strutturato. Indica Cristian Contessa, detto ConteX, e Massimo Cappello tra le figure che avrebbero contribuito alla preparazione dei contenuti. In alcuni filmati Corona riceverebbe suggerimenti sulle parole da pronunciare prima delle registrazioni.

Compare anche un audio attribuito ad Amanda Batini, compagna di Federico Corona, fratello di Fabrizio. «Io gli scrivevo le puntate. Quelle sul calcio gliele ha scritte tutte Feffo. C’era un lavoro autoriale dietro», afferma la donna, criticando poi la deriva del programma verso il gossip.

Avere degli autori non è certo uno scandalo. Lo diventa, sul piano della credibilità, quando un format costruisce la propria forza sull’idea di rivelazioni personali e spontanee mentre, secondo le accuse, persino alcune testimonianze verrebbero preparate in anticipo.

Corona, i soldi contestati e i venti terabyte di registrazioni

Il video affronta anche il capitolo economico. Ben mostra messaggi attribuiti a un ex collaboratore che avrebbe chiesto ripetutamente il pagamento di compensi arretrati. Il ventisettenne rivendica inoltre un ruolo strategico nella crescita di Falsissimo, sostenendo che il progetto avrebbe generato guadagni milionari per Corona.

Ma la minaccia più pesante arriva alla fine. Ben afferma di possedere venti terabyte di materiale, tra registrazioni, chat, videochiamate e documenti legali, custoditi in una cassetta di sicurezza. E lascia intendere che il video appena pubblicato rappresenti soltanto una prima parte delle rivelazioni.

È qui che il caso assume un risvolto particolarmente feroce per Corona. L’uomo che ha costruito la propria notorietà esponendo conversazioni private e retroscena altrui si trova adesso nella posizione di chi potrebbe vedere pubblicati i propri. E a minacciarlo è qualcuno che sostiene di aver imparato a conoscerne il metodo lavorandogli accanto.

Le accuse rivolte a Corona son ogravi e corcostanziate. E il colpo alla sua immagine è già evidente: a mettere in discussione l’attendibilità delle inchieste di Falsissimo è proprio uno degli uomini che avrebbero contribuito a realizzarle.