Ora solare o ora legale permanente? La svolta della Camera riapre il dibattito su consumi e salute

Il passaggio all’ora solare è fissato per la notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026

L’ipotesi di superare il doppio cambio annuale dell’ora torna al centro dell’agenda politica italiana. Un’indagine conoscitiva approvata all’unanimità dalla Commissione attività produttive della Camera evidenzia come le abitudini energetiche del Paese siano radicalmente cambiate rispetto a quando la misura venne introdotta per ridurre i consumi elettrici. Rispetto al passato, l’uso massiccio dei climatizzatori estivi ha ridimensionato i reali benefici del risparmio sulle lampadine, spingendo la politica a valutare l’adozione di un orario unico per tutto l’anno.

L’impatto economico del cambio d’ora

Dalle audizioni svolte a Montecitorio emerge un quadro chiaro fornito da Confcommercio e Terna. La diffusione di sistemi di illuminazione a elevata efficienza energetica ha progressivamente ridotto il peso della luce artificiale sui bilanci delle famiglie, mentre sono cresciuti i consumi legati alla climatizzazione estiva. Sebbene i dati storici di Terna indichino tra il 2004 e il 2025 un risparmio complessivo di oltre dodici miliardi di chilowattora per un valore di 2,3 miliardi di euro, l’adozione definitiva dell’ora legale porterebbe oggi a un taglio netto dei consumi pari ad appena lo 0,15 per cento. Un valore contenuto che ridimensiona lo storico pilastro del risparmio economico.

Salute e ritmi circadiani al centro della petizione popolare

Accanto ai fattori economici, la commissione parlamentare ha analizzato le ripercussioni sul benessere psicofisico. Il promotore dell’indagine, il deputato Andrea Barabotti (Lega), ha sottolineato come la fine delle modifiche orarie forzate porti benefici diretti alla salute eliminando i disturbi ai ritmi circadiani. Su questa linea spinge la campagna promosso da Consumerismo No Profit e dalla Società italiana di medicina ambientale, la cui petizione per la stabilizzazione dell’ora estiva ha raccolto centinaia di migliaia di adesioni. L’obiettivo espresso dalla maggioranza parlamentare è formulare un documento di indirizzo politico per spingere il governo a prendere una posizione definitiva anche in sede di Unione Europea.

La spaccatura tra Nord e Sud e il modello americano

Il passaggio permanente all’ora legale presenta tuttavia criticità geografiche evidenti. Nelle zone settentrionali dell’Italia e dell’Europa, l’orario estivo continuato comporterebbe albe molto ritardate durante i mesi invernali. A Torino si contano oltre ottanta giorni all’anno con il sole che sorge dopo le otto del mattino, situazione simile a quella vissuta dalla Russia prima di revocare la riforma del 2011. Un dibattito analogo interessa gli Stati Uniti, dove Donald Trump sostiene la riforma spinto anche dagli interessi economici del settore del golf, contro la contrarietà degli Stati del nord preoccupati per la sicurezza dei bambini che andrebbero a scuola prima dell’alba.

Le ragioni della medicina a favore dell’ora solare

Nonostante la spinta per l’ora estiva, una parte della comunità scientifica guarda con favore al mantenimento dell’ora solare. Come spiegato dagli esperti del Centro di medicina del sonno dell’ospedale San Raffaele di Milano, l’organismo umano trova nel ritmo naturale solare il punto di equilibrio per l’ipotalamo, la struttura cerebrale che regola il ciclo sonno-veglia, la fame e la sete. Ora che il peso della luce artificiale sui bilanci energetici è drasticamente calato, la scelta dell’orario definitivo dovrà bilanciare le esigenze del commercio con l’equilibrio fisiologico delle persone.