Alberto Stasi potrebbe essere più vicino alla revisione del processo per l’omicidio di Chiara Poggi. Da Milano arriva un’indiscrezione destinata a riaccendere il caso Garlasco: la procuratrice generale Francesca Nanni avrebbe maturato un parere favorevole alla possibilità di riaprire il procedimento che ha portato alla condanna dell’ex studente della Bocconi. Una notizia che, se trovasse conferma, rappresenterebbe un passaggio importante nella strategia dei difensori Giada Bocellari e Antonio De Rensis.
A riferire la voce è il giornalista Gianmarco Menga, che racconta di aver raccolto informazioni sull’esame della documentazione trasmessa dalla Procura di Pavia. «Oggi pomeriggio è filtrata un’indiscrezione secondo cui la dottoressa Francesca Nanni, procuratrice generale di Milano, avrebbe concluso l’analisi della documentazione arrivata da Pavia per l’eventuale revisione del processo ad Alberto Stasi», spiega. E aggiunge: «Sarebbe positivo il suo parere per promuovere questa eventuale richiesta di revisione».
Il parere di Francesca Nanni: le voci contrastanti da Milano
Il punto decisivo riguarda proprio lo stato della valutazione della Procura generale. Menga precisa infatti che altre fonti raccontano una situazione diversa: «Dalle nostre fonti pare che invece non sia ancora concluso questo lungo processo di studio di tutta la documentazione arrivata qui da Pavia».
Non esiste quindi, almeno sulla base delle informazioni emerse, una conferma ufficiale del parere favorevole. La stessa indiscrezione aveva già iniziato a circolare nelle ore precedenti, anche attraverso il giornalista Carmelo Schininà, ma l’ufficio guidato da Nanni insieme all’avvocata generale Lucilla Tontodonati non ha comunicato alcuna decisione.
Tra le voci circolate figura anche una presunta visita in Procura generale di Gian Luigi Tizzoni, legale della famiglia Poggi. L’avvocato avrebbe però escluso che l’incontro riguardasse il delitto di Garlasco.
Garlasco, la difesa di Stasi prepara un nuovo elemento: «Farà discutere»
Mentre si attendono sviluppi da Milano, gli avvocati di Stasi continuano a esaminare gli atti dell’inchiesta su Andrea Sempio che la Procura di Pavia ha messo a disposizione dopo la chiusura delle indagini.
Giada Bocellari ha anticipato l’esistenza di un elemento che, a suo giudizio, potrebbe assumere particolare importanza nella richiesta di revisione. La legale ha spiegato che la novità non riguarda le indagini condotte nel 2007 e ha lasciato intendere che potrebbe provocare un acceso dibattito.
Tra le ipotesi circola quella di una nuova testimonianza, ma i difensori non ne hanno confermato la natura. Il contenuto resta dunque riservato mentre Bocellari e De Rensis completano l’esame del materiale investigativo.
Il Dna sui pedali della bicicletta e la strategia per riaprire il processo
La difesa aveva già annunciato a fine settembre l’intenzione di chiedere la revisione, indicando tra gli elementi centrali una consulenza sulle analisi genetiche dei pedali della bicicletta di Stasi.
Secondo la ricostruzione dei legali, alcune analisi del Dna non avrebbero trovato spazio negli atti del procedimento originario. Bocellari aveva sintetizzato il peso attribuito a questa questione con una dichiarazione netta: «Se viene meno il Dna sui pedali viene meno tutta la condanna».
La possibile valutazione favorevole della procuratrice generale si inserisce dunque in una fase in cui la difesa sta cercando di costruire una richiesta fondata su elementi nuovi rispetto al processo concluso con la condanna.
Per il momento, tuttavia, la notizia più importante resta sospesa tra due versioni: quella di un parere positivo già maturato e quella di un esame degli atti ancora in corso. Saranno le prossime determinazioni della Procura generale e le iniziative formali dei difensori a chiarire se la prospettiva di un nuovo processo possa concretizzarsi.







