Al Bano vuole regalare fiori alla Russia di Vladimir Putin. E Mosca, che nel frattempo continua a bombardare l’Ucraina, ringrazia e sfrutta il cantante per attaccare Giorgia Meloni. Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, ha trasformato l’appello dell’artista pugliese in un’occasione di propaganda contro il governo italiano, invitando la premier ad abbandonare le sanzioni e a riaprire i rapporti con il Cremlino.
Tutto nasce da un’intervista che Al Bano ha concesso a Sandro Teti Editore, pubblicata su YouTube il 21 ottobre. Il cantante, che in Russia gode da decenni di una popolarità straordinaria, si rivolge direttamente alla presidente del Consiglio: «Cara Giorgia, ti voglio bene. Te ne vorrei ancora di più se apriamo le porte alla Russia. Io sono un uomo di pace».
Poi arriva la ricetta diplomatica dell’interprete di Felicità: «Perché fare sanzioni alla Russia? Diamo azioni alla Russia, diamo fiori alla Russia. Facciamo in modo che si smetta questa maledetta guerra». Al Bano descrive inoltre la Russia come un Paese «che ci ama» e «che ha molta linfa italiana». Nel suo appello non compare però alcuna richiesta a Putin di ritirare le truppe dall’Ucraina, mentre le sanzioni occidentali diventano l’ostacolo da rimuovere per recuperare i rapporti tra Roma e Mosca.
Zakharova arruola Al Bano: «Giorgia Meloni ascolti il cantante»
Maria Zakharova non si lascia sfuggire l’occasione. La portavoce della diplomazia russa pubblica su Telegram l’intervista e invita esplicitamente Meloni a seguire il consiglio del cantante.
«Il famoso e popolare cantante italiano Al Bano, molto conosciuto e amato nel nostro Paese, ha rivolto un appello pubblico, molto sincero e sentito, alla presidente del Consiglio dei ministri italiano Giorgia Meloni», scrive Zakharova.
La portavoce sottolinea che l’artista ha esortato la premier «a smettere di imporre sanzioni alla Russia, riaprire le porte alla Russia e iniziare finalmente a lavorare concretamente per raggiungere una pace duratura in Ucraina». Poi lancia la provocazione: «Ma la sua voce verrà ascoltata a Roma?».
Il messaggio di Mosca segue uno schema preciso: valorizzare una personalità italiana molto conosciuta, presentare le sue dichiarazioni come un appello alla pace e utilizzarle per contestare le scelte del governo italiano. Al Bano parla di amicizia tra i popoli; Zakharova ne ricava un argomento politico contro le sanzioni europee.
L’affondo contro i servizi segreti: «Adesso indagheranno anche su Al Bano?»
La portavoce russa non si limita a promuovere l’appello del cantante. Nel suo intervento attacca anche gli apparati di sicurezza italiani, prendendo spunto dalle indagini sulle possibili interferenze straniere nelle proteste di piazza.
«A giudicare dagli ultimi avvenimenti le autorità italiane sembrano avere serie difficoltà ad accogliere le voci che dissentono dal discorso politico predominante», sostiene Zakharova.
Poi passa all’attacco: «I giovani italiani protestano: si cerca una pista russa. I cittadini italiani esprimono il loro malcontento: si sospetta un’influenza straniera». Infine, la battuta sui servizi segreti: «Il prossimo obiettivo delle indagini dei servizi segreti italiani sarà Al Bano?».
Zakharova sfrutta così l’intervista per mettere sullo stesso piano le indagini dell’intelligence sulle interferenze straniere e le opinioni di un cantante favorevole alla distensione con Mosca. Nessuno degli elementi riportati nell’intervista indica che i servizi italiani stiano indagando su Al Bano: è la diplomatica russa a introdurre il suo nome nella polemica.
Il risultato è un curioso cortocircuito politico. Mentre il governo Meloni sostiene le sanzioni contro la Russia per l’invasione dell’Ucraina, uno dei cantanti italiani più celebri a Mosca chiede di cancellarle e di regalare fiori al Paese aggressore. E il ministero degli Esteri russo trasforma immediatamente quelle parole in un attacco alla presidente del Consiglio e all’intelligence italiana.







