Si chiama Monia, insegna matematica ed è sposata con un tecnico di laboratorio. È lei la donna che compare sempre più spesso nelle ricostruzioni investigative del duplice omicidio di Pietracatella, dove Antonella Di Ielsi e la figlia quindicenne Sara Di Vita sono morte per avvelenamento da ricina nel dicembre 2025. Dopo mesi di indiscrezioni, Gianni Di Vita, marito e padre delle vittime, avrebbe ammesso davanti agli investigatori di aver tradito la moglie, confermando anche l’identità dell’amante. Una rivelazione che riporta l’attenzione su Monia, sul suo matrimonio e su un incontro avvenuto alla vigilia della tragedia.
Chi è Monia, l’amante di Gianni Di Vita: la professoressa di matematica
Monia è un’insegnante di matematica che ha lavorato al liceo scientifico di Riccia, in provincia di Campobasso. Conosce Gianni Di Vita da molti anni e nelle prime ricostruzioni giornalistiche veniva descritta come un’amica particolarmente vicina all’ex sindaco. Soltanto successivamente è emersa l’ipotesi di una relazione sentimentale, diventata un elemento importante per ricostruire la crisi matrimoniale tra Di Vita e Antonella Di Ielsi.
Ad agosto, Monia e Gianni Di Vita erano stati messi a confronto per circa sei ore davanti agli investigatori, alla presenza dei responsabili dell’inchiesta. Le rispettive dichiarazioni avrebbero presentato divergenze su circostanze considerate rilevanti. Uno degli interrogativi riguardava la durata della relazione e la possibilità che fosse proseguita fino al dicembre 2025.
L’amante di Gianni Di Vita e il marito: che cosa sapeva della relazione?
Il marito di Monia lavora come tecnico di laboratorio all’istituto agrario di Riccia. Anche lui è stato ascoltato ripetutamente dagli investigatori, impegnati a ricostruire i rapporti personali attorno alla famiglia Di Vita.
Secondo quanto emerso nelle precedenti ricostruzioni, Monia avrebbe sostenuto con il marito che la relazione extraconiugale era terminata da tempo. Non è però chiaro quando l’uomo ne fosse venuto a conoscenza, né se sapesse dell’eventuale prosecuzione del rapporto. Parlare di un marito completamente all’oscuro del tradimento sarebbe quindi prematuro.
C’è soprattutto una circostanza che gli investigatori stanno approfondendo: il 22 dicembre 2025, il marito di Monia avrebbe incontrato Antonella Di Ielsi e scambiato alcuni messaggi con lei. L’episodio risalirebbe al giorno precedente la data ritenuta più probabile per l’avvelenamento. Il contenuto completo di quelle comunicazioni non è stato reso pubblico.
Gianni Di Vita e l’amante Monia, la confessione dopo mesi di domande
La svolta più recente arriva dalle dichiarazioni attribuite a Gianni Di Vita. «Sì, ho tradito mia moglie», avrebbe ammesso l’ex sindaco durante una delle audizioni, confermando il nome dell’amante soltanto dopo una domanda precisa degli investigatori.
La crisi matrimoniale aveva lasciato tracce già nel 2018, quando Antonella Di Ielsi aveva chiesto a un’amica, attraverso un messaggio WhatsApp, di aiutarla a trovare un avvocato divorzista. La donna interpellata è stata successivamente ascoltata dagli inquirenti.
La relazione tra Gianni Di Vita e Monia viene dunque esaminata per comprendere il contesto familiare e l’eventuale esistenza di un movente sentimentale. Il tradimento, tuttavia, non costituisce una prova di coinvolgimento nell’avvelenamento.
L’amante di Gianni Di Vita e le indagini sui computer delle scuole
Gli accertamenti hanno coinvolto anche gli istituti scolastici nei quali lavorano persone ascoltate nell’inchiesta. Gli investigatori hanno acquisito dati informatici per verificare eventuali ricerche sulla ricina e ricostruirne la provenienza.
L’attenzione si è concentrata anche sull’istituto agrario dove lavora il marito di Monia e sul liceo scientifico nel quale ha insegnato la donna. L’obiettivo è individuare eventuali elementi utili a chiarire come il veleno sia stato reperito e utilizzato.
Al 19 ottobre, secondo le informazioni pubblicamente disponibili, l’inchiesta non registra persone formalmente indagate. Monia e suo marito sono stati coinvolti negli accertamenti come persone informate sui fatti. La loro presenza nella ricostruzione investigativa non autorizza ad attribuire loro responsabilità.
Rimangono invece aperte le domande decisive: quando terminò davvero la relazione con Gianni Di Vita, che cosa sapeva il marito di Monia e quale fu il contenuto dell’incontro con Antonella del 22 dicembre? Sono interrogativi ai quali soltanto gli accertamenti potranno dare risposte.







