Alessandro Onorato manda un messaggio chiarissimo a Elly Schlein e Giuseppe Conte: il candidato premier del centrosinistra non possono sceglierlo soltanto Pd e Movimento 5 Stelle. L’assessore romano, leader di Progetto Civico Italia, chiude gli Stati generali della sua formazione chiedendo primarie aperte a tutte le componenti della coalizione e rilanciando l’alleanza con Matteo Renzi. Anche perché, avverte, senza le forze civiche e moderate il campo largo rischia di perdere ancora.
«Le primarie non possono essere a due», scandisce Onorato, deciso a impedire che la scelta del candidato alla guida del governo diventi una partita riservata ai due principali partiti dell’opposizione. E sulla necessità di coinvolgere anche Italia Viva non lascia dubbi: bisogna restare uniti, perché «a dividersi la sinistra è già brava di suo».
«Sento Elly, Giuseppe, Nicola e Angelo. Ma il programma dobbiamo scriverlo tutti»
L’annuncio di un primo confronto ristretto tra le forze principali del campo largo ha provocato malumori tra gli alleati potenziali. Onorato, però, evita lo scontro diretto con i leader progressisti e rivendica i rapporti personali costruiti negli ultimi mesi.
«Io sento stabilmente Elly, Giuseppe, Nicola e Angelo e non mi sento escluso», spiega, riferendosi a Schlein, Conte, Fratoianni e Bonelli. Subito dopo, però, arriva l’avvertimento: «È fuori discussione che il programma comune debba essere fatto coinvolgendo anche le altre sensibilità politiche».
Per l’assessore romano, quelle sensibilità rappresentano proprio i voti necessari a trasformare l’opposizione in una maggioranza elettorale. La sua proposta non prevede dunque una semplice adesione dei civici a un accordo già confezionato da Pd, M5S e Avs: Progetto Civico Italia vuole partecipare alla definizione del programma e alla scelta della leadership.
Da 200mila case in affitto al «daspo stalker»: le proposte di Onorato
Onorato presenta anche il suo «piano industriale per l’Italia», frutto di circa 400 proposte raccolte durante i lavori degli Stati generali. Da questo materiale il movimento ha selezionato dieci priorità da portare al tavolo programmatico del centrosinistra, con particolare attenzione ai giovani.
Tra le misure principali figura un’agenzia per l’abitare gestita dalla Cassa depositi e prestiti, con l’obiettivo di mettere a disposizione 200mila abitazioni a canone calmierato, fissando l’affitto al 25% dello stipendio degli inquilini. Onorato propone inoltre un «daspo stalker» da applicare quando le donne denunciano violenze e un sistema di Irpef progressiva per i primi cinque anni di lavoro.
«Prendiamo tutti i contributi che ci sono e presentiamo un programma efficace. Facciamo sintesi!», esorta, chiedendo alle opposizioni di superare le rivalità e concentrarsi sulle proposte.
La stoccata al governo: «Al Colosseo forse era il caso di chiudere i cancelli»
L’assessore attacca anche il governo Meloni per la gestione dell’ordine pubblico durante i disordini che hanno interessato Roma e altre città. Dopo l’occupazione del Colosseo da parte dei manifestanti, Onorato punge le autorità: «Forse era il caso di chiudere i cancelli del Colosseo, no?».
La critica alla gestione della sicurezza non diventa però una condanna indiscriminata delle proteste. «Chi va in piazza e rompe un bene pubblico è da denunciare», precisa, ma invita a non «banalizzare un moto di giovani che hanno un coraggio maggiore di molti adulti che tirano a campare».
Renzi, i moderati e il nodo della lista unica
Agli Stati generali, organizzati in un hotel dell’Eur a Roma, partecipano numerosi esponenti del centrosinistra: Stefano Bonaccini per il Pd, Giuseppe Conte per il Movimento 5 Stelle, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli per Avs, oltre al socialista Enzo Maraio. Mancano invece gli altri protagonisti dell’area centrista, un’assenza che rende più complicata l’ipotesi di una lista unica dei moderati.
Onorato non chiude la porta, ma neppure considera indispensabile un nuovo contenitore politico. «Se questo contenitore unico valorizza le energie nuove è un tema su cui possiamo ragionare. Detto questo, noi non crediamo si debba fare un partito di centro o di moderati, quello che conta è ciò che vuoi fare».
Il suo obiettivo resta un campo largo che comprenda anche Renzi, senza lasciare ai soli Schlein e Conte il controllo della partita sulle primarie. Una posizione che colloca Progetto Civico Italia tra le forze intenzionate a partecipare alla costruzione dell’alternativa, senza accettare un ruolo da semplice spettatore.







