Non soltanto le presunte pressioni sui magistrati contabili e le ipotesi di corruzione: l’inchiesta della Procura di Roma sul Ponte sullo Stretto entra in una nuova fase e punta a ricostruire l’intero iter amministrativo e finanziario dell’opera, dal valore di 13,5 miliardi di euro. Nel mirino dei magistrati ci sono le procedure di affidamento, l’aumento dei costi e, soprattutto, l’assenza di una nuova gara d’appalto. All’indagine partecipa anche la Direzione nazionale antimafia.
I carabinieri del Ros acquisiscono migliaia di documenti sul Ponte
La svolta è arrivata martedì pomeriggio, quando i carabinieri del Ros hanno raggiunto il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Dipe, dipartimento che coordina la politica economica, la società Stretto di Messina e il consorzio Eurolink, general contractor incaricato della progettazione definitiva del ponte. I militari hanno eseguito un ordine di esibizione per acquisire migliaia di documenti utili a ricostruire le decisioni amministrative e il percorso seguito per realizzare l’opera.
Il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha dichiarato di aver messo a disposizione degli investigatori non soltanto i documenti dello scorso anno, ma anche quelli relativi ai periodi precedenti e all’anno in corso. La documentazione comprende, secondo quanto riferito dal ministro, chat, computer e tavole ingegneristiche. Dal ministero hanno assicurato la piena collaborazione degli uffici, dichiarando di essere disponibili a fornire gli atti nella convinzione della regolarità amministrativa dell’iter.
Costi in aumento e gare d’appalto al centro degli accertamenti
Il nodo principale riguarda le risorse necessarie per costruire il ponte. Secondo l’ipotesi investigativa, l’aumento del costo complessivo potrebbe aver reso necessaria una nuova gara europea. Una questione già sollevata dalla Corte dei conti e dall’Autorità nazionale anticorruzione, che ora torna al centro degli accertamenti della Procura.
I pubblici ministeri, coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco, vogliono verificare se dietro le procedure adottate possano emergere condotte corruttive. Gli investigatori stanno esaminando le posizioni di almeno tre persone, tra funzionari pubblici e manager.
L’origine dell’indagine sulle presunte pressioni ai magistrati
L’inchiesta nasce dal fascicolo che a giugno ha portato alle perquisizioni dell’ex presidente aggiunto della Corte dei conti Tommaso Miele, dell’imprenditore Vincenzo Virgiglio e dell’avvocato Giacomo Francesco Saccomanno, esponente della Lega in Calabria. Secondo l’accusa, Virgiglio e Saccomanno avrebbero tentato di corrompere Miele per condizionare uno dei passaggi decisivi dell’approvazione del Ponte sullo Stretto: la delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile, il Cipess.
Da quel momento, i magistrati hanno ascoltato decine di testimoni, tra cui il parlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli, autore di diversi esposti sull’opera. Proprio dagli approfondimenti investigativi sarebbe emersa con maggiore evidenza la questione economica.
Il costo del Ponte: dai cinque miliardi iniziali agli attuali 13,5 miliardi
Nel 2001 il costo del Ponte sullo Stretto si aggirava intorno ai cinque miliardi di euro. Il progetto prevedeva inoltre un contributo dei privati pari al 40% dell’investimento. Oggi, invece, la spesa complessiva supera i 13 miliardi e il finanziamento pubblico assume un peso decisamente maggiore. La normativa europea sugli appalti stabilisce però limiti precisi alle modifiche dei contratti senza indire una nuova gara. Il presidente dell’Anac, Giuseppe Busia, aveva già richiamato l’attenzione sul problema, sottolineando che la scelta di non avviare una nuova procedura avrebbe imposto vincoli all’aumento dei costi, con un limite del 50% rispetto al valore originariamente messo a gara.
I sostenitori del progetto hanno indicato come riferimento i 6,1 miliardi di euro stimati al momento dell’approvazione del progetto. Anche partendo da questa cifra, tuttavia, i rilievi sollevati sulla spesa complessiva evidenzierebbero possibili criticità. Tra le voci da approfondire figurano anche 786 milioni di euro relativi alla progettazione.







