Ritrovata dopo un mese a Yellowstone: l’incredibile storia della cagnolina Luna

Ha vagabondato per 34 giorni prima di essere ritrovata nel parco di Yellowstone negli Stati Uniti. La protagonista della storia a lieto fine che ha del miracoloso è Luna, una cagnolina Jack Russell terrier di dieci anni appartenente a una famiglia californiana. Il recupero è avvenuto a pochissimi giorni dalla chiusura invernale della struttura grazie a una trappola innocua allestita dai volontari. Durante una tempesta, i soccorritori avevano posizionato all’interno una piccola cuccia per offrirle riparo e, al loro ritorno, hanno trovato Luna addormentata al suo interno. La cagnolina, che al momento della scomparsa pesava circa otto chilogrammi, ne ha persi oltre quattro ed è stata immediatamente affidata alle cure del veterinario.

La fuga dal cottage e l’avvio delle ricerche

L’odissea della cagnolina era iniziata il 10 settembre scorso. I proprietari l’avevano lasciata temporaneamente all’interno di un cottage con il cartello di non disturbare esposto sulla porta per visitare una zona del parco. Il personale addetto alle pulizie ha tuttavia aperto per errore la stanza, provocando la fuga dell’animale. Nonostante i tentativi del personale di inseguirla per oltre due ore, della cagnolina si erano perse le tracce. Dopo giorni di ricerche infruttuose, la direzione del Parco aveva informato la famiglia della probabile morte dell’animale, ipotizzando l’attacco da parte dei coyote.

Un mese di avvistamenti tra i lodge di Yellowstone

Nelle settimane successive Luna è stata avvistata più volte mentre attraversava incroci, si aggirava tra gli alloggi del personale ed entrava nei lodge sfruttando le porte automatiche. Secondo le ricostruzioni dei volontari, la cagnolina stava ripercorrendo esattamente le tappe visitate con la famiglia il giorno precedente alla scomparsa. A salvarle la vita è stato un forte istinto di sopravvivenza maturato durante il suo primo anno di vita trascorso in strada prima dell’adozione. I continui tentativi da parte di turisti e residenti di avvicinarla richiamandola per nome avevano purtroppo attivato in lei una reazione di spavento, spingendola sempre più nell’entroterra del parco.

Il salvataggio prima del gelo invernale

Per evitare di attirare i grandi predatori del parco come gli orsi, le squadre di soccorso hanno evitato l’uso di cibo, decidendo di impiegare nella trappola indumenti impregnati dell’odore della sua famiglia umana. Il calo delle temperature e l’imminente scadenza dei permessi di ricerca prima della chiusura stagionale della struttura hanno reso drammatica la corsa contro il tempo. La cagnolina è stata spinta dalla prima neve caduta sul parco a cercare riparo all’interno della cuccia allestita dai volontari, mettendo la parola fine a un’avventura durata oltre un mese.