Colpo milionario alla cantina Antinori: rubate 30mila bottiglie di gran pregio per un valore di 5 milioni di euro

Una squadra composta da almeno sette professionisti ha svaligiato la cantina di Cortona della storica azienda fiorentina Marchesi Antinori, attiva dal 1385, sottraendo un carico di trentamila bottiglie per un valore stimato di cinque milioni di euro. I malviventi hanno agito nella notte di domenica scorsa, dimostrando una preparazione minuziosa che gli ha consentito di disattivare i sistemi d’allarme e mettere fuori uso l’intero impianto di videosorveglianza prima di introdursi nella struttura.

La dinamica del colpo e l’allarme dei vertici Antinori

I ladri si sono introdotti nel perimetro della cantina con due grandi camion e hanno impiegato i muletti dell’azienda per caricare i bilici con le casse di Solaia, Tignanello e Guado al Tasso, per poi dileguarsi nell’oscurità. L’amministratore delegato Renzo Cotarella ha espresso profonda amarezza, sottolineando come in Italia non si sia mai registrato un furto di tale entità e valore nel settore vitivinicolo. Le indagini vedono impegnati Carabinieri e Polizia nel tracciamento dei veicoli attraverso i varchi stradali della Toscana, mentre la società guidata dal presidente Albiera Antinori ha avviato le comunicazioni alla rete globale dei clienti per mettere in guardia il mercato da possibili offerte sospette fuori dai canali ufficiali di distribuzione.

Il rischio ricettazione e il valore delle etichette trafugate

Il bottino comprende diecimila bottiglie di Solaia dell’annata 2023, tra le più rinomate dell’ultimo ventennio, la cui produzione annuale si attesta di norma su circa sessantamila esemplari. La collocazione sul mercato di un quantitativo così elevato rischia di insospettire gli operatori, considerando che l’acquisto di merce di provenienza illecita configura il reato di ricettazione. Le etichette trafugate figurano tra le più ricercate dal collezionismo internazionale: il Tignanello, pioniere dei Supertuscan ideato dall’enologo Giacomo Tachis, vanta una quotazione media di 120 euro a bottiglia, mentre il Solaia raggiunge i 300 euro. A queste si aggiungono le bottiglie della tenuta bolgherese Guado al Tasso, stimate intorno ai 140 euro ciascuna.

Le precedenti azioni della banda dei grandi vini

L’operazione presenta marcate analogie con altri colpi messi a segno su commissione ai danni di prestigiose cantine nazionali. A metà settembre l’azienda Conterno Fantino di Monforte d’Alba ha subito il furto di tremila bottiglie di Barolo Sorì Ginestra per un valore di circa 400mila euro. Fino ad oggi il record per la refurtiva enologica apparteneva a un colpo messo a segno a Cervia nel 2017, quando i ladri sottrassero da un deposito duemila bottiglie da collezione dal valore complessivo di 750mila euro.