A distanza di oltre tre decenni dal drammatico omicidio di Simonetta Cesaroni, la vicenda giudiziaria legata al delitto di via Poma si arricchisce di nuovi tasselli e di inediti spunti investigativi. Gli inquirenti stanno concentrando l’attenzione su moderni accertamenti scientifici e su sofisticati esami genetici eseguiti sui reperti repertati all’epoca, nel tentativo di estrapolare tracce biologiche in grado di dare un nome al colpevole.
Sulle novità è intervenuta Federica Mondani, legale di fiducia della famiglia della vittima, che ha delineato una precisa convinzione maturata dai parenti nel corso del tempo. Secondo questa ricostruzione, l’esecutore materiale dell’incomprensibile delitto era un frequentatore abituale degli ambienti di via Poma e del palazzo di Roma dove si consumò l’aggressione. La tesi sostiene che l’assassino fosse un esponente della cosiddetta Roma bene, una figura autorevole che la giovane impiegata conosceva e rispettava per via del ruolo sociale rivestito, tanto da aprire la porta dell’ufficio senza alcuna esitazione.
Gli enigmi della scena del crimine di via Poma
L’intricata matassa investigativa presenta ulteriori interrogativi legati al momento del ritrovamento del corpo. Paola Cesaroni, sorella della vittima, ha sempre mantenuto il fermo convincimento che all’interno dell’edificio si trovasse ancora qualcuno quando giunse sul posto insieme al fidanzato Antonello Barone. A corroborare tale ipotesi vi è il riscontro di alcune striature ematiche individuate nel retro di una porta, dettaglio che apre alla possibilità che l’omicida fosse ancora nascosto all’interno o che una terza persona fosse intervenuta in un secondo momento con il compito di ripulire parzialmente la stanza.
Di tutti i retroscena e delle testimonianze raccolte si è occupata la trasmissione radiofonica intitolata L’Ultima Traccia, condotta dalla criminologa Anna Vagli e da Lucrezia Scardini con la partecipazione dello psichiatra Corrado De Rosa. Nel corso del programma trasmesso su Rai Radio 1, ora disponibile sulla piattaforma RaiPlay Sound, la conduttrice Vagli ha raccolto le accorate dichiarazioni dell’avvocato Mondani per provare a fare luce su una pagina ancora buia della cronaca nera italiana.







