Dossieraggio, governo e opposizione pronti a costituirsi parte civile: da Crosetto a Renzi, tutti i nomi nell’inchiesta Striano e Laudati

Striano e Laudati

L’inchiesta sugli accessi abusivi alle banche dati istituzionali coinvolge l’ex finanziere Pasquale Striano e l’ex magistrato Antonio Laudati. La Presidenza del Consiglio, tre ministri, esponenti della maggioranza e Matteo Renzi chiedono di entrare nel procedimento come parti civili. Udienza rinviata al 12 gennaio.

Ministri, sottosegretari, parlamentari, esponenti dell’opposizione e persino la Presidenza del Consiglio. L’inchiesta sul presunto dossieraggio attraverso gli accessi abusivi alle banche dati istituzionali si prepara a diventare un caso giudiziario di enorme rilevanza politica. Sono numerose, infatti, le richieste di costituzione di parte civile presentate nel procedimento che vede coinvolti l’ex finanziere Pasquale Striano e l’ex magistrato della Direzione nazionale antimafia Antonio Laudati, al centro delle indagini sulle consultazioni illecite degli archivi informatici delle forze dell’ordine e sulla presunta divulgazione di informazioni riservate.

Il processo sul dossieraggio potrebbe così vedere schierati dalla stessa parte esponenti politici normalmente contrapposti, accomunati dalla volontà di ottenere il riconoscimento dei danni eventualmente subiti. L’udienza preliminare davanti al Tribunale di Roma, tuttavia, non è ancora entrata nel merito delle richieste a causa di problemi nelle notifiche agli interessati. Il giudice ha disposto il rinvio al 12 gennaio 2027.

Dossieraggio, da Crosetto a Renzi: tutti i politici che chiedono di essere parte civile

L’elenco dei soggetti che intendono costituirsi parte civile nell’inchiesta sul dossieraggio comprende innanzitutto la Presidenza del Consiglio dei ministri, insieme a tre componenti del governo: il ministro della Difesa Guido Crosetto, quello dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara.

Tra gli esponenti politici figurano anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari, la presidente della Commissione parlamentare antimafia Chiara Colosimo, il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e Claudio Durigon, sottosegretario al Lavoro.

La vicenda coinvolge anche figure esterne alla maggioranza di governo. Tra coloro che hanno annunciato iniziative analoghe ci sono Matteo Renzi, leader di Italia Viva ed ex presidente del Consiglio, e Gabriele Gravina, ex presidente della Federazione italiana giuoco calcio.

La presenza di personalità appartenenti a schieramenti diversi conferma l’ampiezza del procedimento e la varietà dei soggetti che ritengono di aver subito conseguenze dalle presunte consultazioni illegittime degli archivi riservati.

Dossieraggio, le accuse a Striano e Laudati e gli accessi alle banche dati

Al centro dell’inchiesta sul dossieraggio ci sono le attività attribuite a Pasquale Striano, ex appartenente alla Guardia di finanza, e ad Antonio Laudati, già magistrato della Direzione nazionale antimafia. Gli investigatori hanno esaminato presunte consultazioni non autorizzate di archivi informatici istituzionali e possibili divulgazioni di informazioni riservate.

Le posizioni complessivamente sottoposte al vaglio dell’autorità giudiziaria sono circa venti. L’accertamento delle responsabilità dovrà stabilire quali accessi siano stati effettuati senza una legittima finalità di servizio, quali informazioni siano state eventualmente diffuse e chi possa averne subito un danno.

Il procedimento ha assunto particolare rilevanza perché riguarda sistemi informatici utilizzati da strutture investigative dello Stato, contenenti informazioni che possono interessare esponenti politici, amministratori pubblici e altri soggetti.

Dossieraggio, il nodo della competenza territoriale tra Roma e Perugia

L’inchiesta sul dossieraggio era nata presso la Procura di Perugia, prima di essere trasferita a Roma in seguito a una decisione della Corte di Cassazione sulla competenza territoriale. Attualmente il procedimento è coordinato dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco e dalla pubblico ministero Giulia Guccione.

La questione territoriale, però, non è completamente superata. La Procura ha preannunciato l’intenzione di sollevare un’eccezione di incompetenza limitatamente alle contestazioni rivolte ad Antonio Laudati, chiedendo la trasmissione degli atti relativi alla sua posizione all’autorità giudiziaria di Perugia.

Si tratta di un passaggio che potrebbe incidere sull’organizzazione del procedimento e sulla separazione delle diverse posizioni processuali, mentre resta da valutare l’ammissibilità delle numerose richieste di costituzione di parte civile.

Il 12 gennaio la nuova udienza: cosa può succedere nell’inchiesta

La prossima tappa giudiziaria è fissata per il 12 gennaio 2027, quando il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Roma potrà tornare a esaminare le questioni rimaste sospese. Il rinvio si è reso necessario per regolarizzare le notifiche, impedendo che la discussione entrasse nel vivo.

L’udienza dovrà affrontare sia le richieste delle persone e delle istituzioni che intendono partecipare al procedimento come parti civili, sia le questioni preliminari relative alla competenza territoriale.

Il caso del dossieraggio si avvia così verso una fase giudiziaria particolarmente delicata. La presenza della Presidenza del Consiglio, di numerosi rappresentanti del governo e di figure dell’opposizione rende il procedimento uno dei più osservati sul fronte dei rapporti tra politica, magistratura e apparati investigativi. Al centro resta la questione fondamentale: accertare se gli strumenti informatici dello Stato siano stati utilizzati illecitamente per acquisire e diffondere informazioni riservate.